L’intervento intende rendere conto dei restauri condotti su un nucleo consistente di opere, provenienti dal Fondo Pascarella dell’Accademia dei Lincei di Roma, nell’ambito di una convenzione pluriennale tra Accademia dei Lincei e Accademia di Belle Arti di Bologna - Laboratorio di Restauro dei Dipinti su Tela e Tavola, sotto la direzione della Prof.ssa Marilena Gamberini. Il progetto è stato reso possibile grazie all’interessamento e al supporto costante del Direttore della Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana, Dott. Marco Guardo. L’argomento è stato anche oggetto di tesi della dott.ssa Liala Morini, diplomata nel 2012, al termine del tirocinio specialistico. Cesare Pascarella (Roma, 1858-1940) fu artista composito, poeta “dialettale” celebrato da Giosuè Carducci e Giuseppe Verdi, sagace testimone delle profonde e contraddittorie trasformazioni che coinvolsero la nuova capitale dello Stato italiano a cavallo tra i due secoli. I suoi dipinti, mai restaurati in precedenza e da lui realizzati tra l’ultimo trentennio dell’Ottocento e il primo del Novecento, appartengono al Fondo della Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana. Esso è composto dall’intero patrimonio dell’artista e fu acquisito dall’allora Accademia d’Italia nell’anno successivo alla sua morte. Fra gli altri, vi sono conservati circa duemilacinquecento disegni e una sessantina di dipinti raffiguranti paesaggi, gente e animali della campagna romana, oltre a due significativi ritratti, sottoposti all’intervento conservativo in oggetto. Dal 2009 ben undici opere provenienti dal Fondo della Biblioteca sono state restaurate (oltre a due piccole tavolette restaurate in precedenza nell’ambito di una tesi di triennio per il medesimo indirizzo). I dipinti sono stati suddivisi in tre tranche di lavori in base alle loro caratteristiche conservative, stabilendo tempi di realizzazione compatibili con il calendario didattico, poiché tutte le opere sono state restaurate all’interno del laboratorio di restauro dei dipinti dell’Accademia. Nel corso del primo anno di tirocinio è stato possibile restaurare la prima tranche costituita da quattro dipinti (Op. n. V, VI, VIII e IX secondo la numerazione stabilita dalla Convenzione), mentre nel 2011 si sono conclusi i restauri della seconda tranche (Op. n. VII, X, XI e conclusione dell’intervento conservativo per l’Op. IV) e sono stati avviati i restauri del terzo e ultimo gruppo di opere (Op. n. I, II e III ) conclusosi nel 2012. I restauri sono stati preceduti da approfondite analisi diagnostiche che hanno permesso di realizzare uno studio comparato delle caratteristiche tecniche e conservative delle diverse opere, con risultati decisamente interessanti che hanno gettato luce su aspetti importanti e mai prima indagati della conoscenza storico-artistica dell’artista. Il lavoro di indagine diagnostica è stato possibile grazie alla preziosa collaborazione della Prof.ssa Rosa Brancaccio del Dipartimento di Fisica dell’Università di Bologna, del Prof. Michele Di Foggia del Dipartimento di Biochimica “Moruzzi” dell’Università di Bologna e del Dott. Diego Cauzzi dei Laboratori della Sovrintendenza di Bologna. Lo studio della tecnica esecutiva e la caratterizzazione dei materiali utilizzati dall’artista sono stati condotti mediante tecniche di indagine non invasive (riflettografia IR e radiografia) ed analisi su campioni (sezioni stratigrafiche, spettroscopia Raman/IR). I risultati raccolti hanno indirizzato le scelte operative in fase di recupero conservativo e hanno rivelato che una delle opere attribuite a Pascarella era invece da attribuirsi ad Arturo Rietti (Trieste, 1863 - Fontaniva, 1943), scoprendone infatti firma e data. Concludendo, gli aspetti inediti del contributo pittorico di Pascarella emersi attraverso questo ciclo di restauri e le peculiari tecniche esecutive individuate concorrono a definire uno stile pittorico “immediato”, molto più materico e veloce di quello adottato nei disegni e nelle caricature più noti, ponendo l’artista in un’ottica di rilievo all’interno del movimento de “I XXV della Campagna Romana”, di cui l’artista fu parte attiva. Questo articolato intervento conservativo contribuisce pertanto alla valorizzazione e alla conoscenza delle opere del Fondo pascarelliano nella loro corretta contestualizzazione storico-artistica.

Gamberini, M., Morini, L., Brancaccio, R., DI FOGGIA, M., Cauzzi, D. (2013). RESTAURI DEL FONDO PASCARELLA DELL’ACCADEMIA DEI LINCEI DI ROMA.

RESTAURI DEL FONDO PASCARELLA DELL’ACCADEMIA DEI LINCEI DI ROMA

Rosa Brancaccio
Investigation
;
Michele Di Foggia
Penultimo
Investigation
;
2013

Abstract

L’intervento intende rendere conto dei restauri condotti su un nucleo consistente di opere, provenienti dal Fondo Pascarella dell’Accademia dei Lincei di Roma, nell’ambito di una convenzione pluriennale tra Accademia dei Lincei e Accademia di Belle Arti di Bologna - Laboratorio di Restauro dei Dipinti su Tela e Tavola, sotto la direzione della Prof.ssa Marilena Gamberini. Il progetto è stato reso possibile grazie all’interessamento e al supporto costante del Direttore della Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana, Dott. Marco Guardo. L’argomento è stato anche oggetto di tesi della dott.ssa Liala Morini, diplomata nel 2012, al termine del tirocinio specialistico. Cesare Pascarella (Roma, 1858-1940) fu artista composito, poeta “dialettale” celebrato da Giosuè Carducci e Giuseppe Verdi, sagace testimone delle profonde e contraddittorie trasformazioni che coinvolsero la nuova capitale dello Stato italiano a cavallo tra i due secoli. I suoi dipinti, mai restaurati in precedenza e da lui realizzati tra l’ultimo trentennio dell’Ottocento e il primo del Novecento, appartengono al Fondo della Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana. Esso è composto dall’intero patrimonio dell’artista e fu acquisito dall’allora Accademia d’Italia nell’anno successivo alla sua morte. Fra gli altri, vi sono conservati circa duemilacinquecento disegni e una sessantina di dipinti raffiguranti paesaggi, gente e animali della campagna romana, oltre a due significativi ritratti, sottoposti all’intervento conservativo in oggetto. Dal 2009 ben undici opere provenienti dal Fondo della Biblioteca sono state restaurate (oltre a due piccole tavolette restaurate in precedenza nell’ambito di una tesi di triennio per il medesimo indirizzo). I dipinti sono stati suddivisi in tre tranche di lavori in base alle loro caratteristiche conservative, stabilendo tempi di realizzazione compatibili con il calendario didattico, poiché tutte le opere sono state restaurate all’interno del laboratorio di restauro dei dipinti dell’Accademia. Nel corso del primo anno di tirocinio è stato possibile restaurare la prima tranche costituita da quattro dipinti (Op. n. V, VI, VIII e IX secondo la numerazione stabilita dalla Convenzione), mentre nel 2011 si sono conclusi i restauri della seconda tranche (Op. n. VII, X, XI e conclusione dell’intervento conservativo per l’Op. IV) e sono stati avviati i restauri del terzo e ultimo gruppo di opere (Op. n. I, II e III ) conclusosi nel 2012. I restauri sono stati preceduti da approfondite analisi diagnostiche che hanno permesso di realizzare uno studio comparato delle caratteristiche tecniche e conservative delle diverse opere, con risultati decisamente interessanti che hanno gettato luce su aspetti importanti e mai prima indagati della conoscenza storico-artistica dell’artista. Il lavoro di indagine diagnostica è stato possibile grazie alla preziosa collaborazione della Prof.ssa Rosa Brancaccio del Dipartimento di Fisica dell’Università di Bologna, del Prof. Michele Di Foggia del Dipartimento di Biochimica “Moruzzi” dell’Università di Bologna e del Dott. Diego Cauzzi dei Laboratori della Sovrintendenza di Bologna. Lo studio della tecnica esecutiva e la caratterizzazione dei materiali utilizzati dall’artista sono stati condotti mediante tecniche di indagine non invasive (riflettografia IR e radiografia) ed analisi su campioni (sezioni stratigrafiche, spettroscopia Raman/IR). I risultati raccolti hanno indirizzato le scelte operative in fase di recupero conservativo e hanno rivelato che una delle opere attribuite a Pascarella era invece da attribuirsi ad Arturo Rietti (Trieste, 1863 - Fontaniva, 1943), scoprendone infatti firma e data. Concludendo, gli aspetti inediti del contributo pittorico di Pascarella emersi attraverso questo ciclo di restauri e le peculiari tecniche esecutive individuate concorrono a definire uno stile pittorico “immediato”, molto più materico e veloce di quello adottato nei disegni e nelle caricature più noti, ponendo l’artista in un’ottica di rilievo all’interno del movimento de “I XXV della Campagna Romana”, di cui l’artista fu parte attiva. Questo articolato intervento conservativo contribuisce pertanto alla valorizzazione e alla conoscenza delle opere del Fondo pascarelliano nella loro corretta contestualizzazione storico-artistica.
2013
Lo Stato dell'Arte 11
453
460
Gamberini, M., Morini, L., Brancaccio, R., DI FOGGIA, M., Cauzzi, D. (2013). RESTAURI DEL FONDO PASCARELLA DELL’ACCADEMIA DEI LINCEI DI ROMA.
Gamberini, Marilena; Morini, Liala; Brancaccio, Rosa; DI FOGGIA, Michele; Cauzzi, Diego
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