Il contributo intende offrire una testimonianza diretta dell’esperienza bellica di Carlo Emilio Gadda, ripercorsa attraverso una selezione per frammenti (tra i più eloquenti stilisticamente e semanticamente costitutivi) estratti dalle lettere che il tenente degli alpini inviò alla madre, Adele Lehr, tra il settembre 1916 e la prima metà del 1919: dal fronte; quindi dalla prigionia; infine nelle tappe che ne scandirono il «gramo» rientro in Italia, la patria ormai da ridescriversi. Le lettere appaiono quanto più degne di rilievo poiché integralmente inedite (affiorate solo di recente dalla poderosa messe di carte gaddiane custodite nell’Archivio Liberati) e perché in grado di restituire quell’intrico autentico di affetti familiari che aveva avvinto l’essere Gadda - l’uomo, l’autore, il sopravvissuto - e che perdurerà, stringente, ad liminem. Delle lettere alla madre si vuole offrire una lettura critica (non soltanto microscopica), dialogante per comparazioni con quanto parallelamente registrato da Gadda, in date coeve, nei diari su campo (il fututo Giornale di guerra e di prigionia), senza trascurare le annotazioni dei carteggi altri, pubblicati ad oggi, per affinità diacronica. Scopo del raffronto è appurare ed estrinsecare eventuali oscillazioni nella resa di: topografia, paesaggio; cronaca di nudi fatti; biografia, condizioni psico-fisiche dello scrivente per vedere ancor più da vicino il volto di quella Guerra che fu anche di Gadda.
Alessia Vezzoni (2013). «Mia carissima Mamma...». Affioramenti dal carteggio inedito Gadda-Adele Lehr dell’Archivio Liberati. London : Troubador Publishing Ltd.
«Mia carissima Mamma...». Affioramenti dal carteggio inedito Gadda-Adele Lehr dell’Archivio Liberati
Alessia Vezzoni
2013
Abstract
Il contributo intende offrire una testimonianza diretta dell’esperienza bellica di Carlo Emilio Gadda, ripercorsa attraverso una selezione per frammenti (tra i più eloquenti stilisticamente e semanticamente costitutivi) estratti dalle lettere che il tenente degli alpini inviò alla madre, Adele Lehr, tra il settembre 1916 e la prima metà del 1919: dal fronte; quindi dalla prigionia; infine nelle tappe che ne scandirono il «gramo» rientro in Italia, la patria ormai da ridescriversi. Le lettere appaiono quanto più degne di rilievo poiché integralmente inedite (affiorate solo di recente dalla poderosa messe di carte gaddiane custodite nell’Archivio Liberati) e perché in grado di restituire quell’intrico autentico di affetti familiari che aveva avvinto l’essere Gadda - l’uomo, l’autore, il sopravvissuto - e che perdurerà, stringente, ad liminem. Delle lettere alla madre si vuole offrire una lettura critica (non soltanto microscopica), dialogante per comparazioni con quanto parallelamente registrato da Gadda, in date coeve, nei diari su campo (il fututo Giornale di guerra e di prigionia), senza trascurare le annotazioni dei carteggi altri, pubblicati ad oggi, per affinità diacronica. Scopo del raffronto è appurare ed estrinsecare eventuali oscillazioni nella resa di: topografia, paesaggio; cronaca di nudi fatti; biografia, condizioni psico-fisiche dello scrivente per vedere ancor più da vicino il volto di quella Guerra che fu anche di Gadda.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


