In the formation of contemporary Italian lexicon, Dante’s influence is clearly evident, also in regard with the number of famous phrases taken from the Comedy that have become rooted in the language to the point of generating idiomatic phrases or proverbs. The paper examines the diachronic transmission of two of these cases (phrases such as “parole non ci appulcro” and “galeotto fu ’l libro”), up to their insertion in today’s Italian language with the value of idioms, through some complex processes complex, sometimes with conspicuous semantic rearrangements. With reference to the two cases cited, apart from Dante’s attestation, it is not possible to find further evidence of the two phrases exemplified in the available documents until the end of the fourteenth century, if we exclude the almost obvious and natural exception of the comments on the Comedy. These idioms acquired greater vitality in the next historical phases, mostly attributable to the modeling thrust that the Comedy exerts on subsequent language and literature.

Nel processo di costituzione del lessico dell’italiano contemporaneo, la forte presenza della componente dantesca si percepisce vistosamente anche considerando il numero di frasi celebri promananti dalla Commedia che si sono radicate nella lingua al punto da dar luogo a locuzioni idiomatiche o veri e propri proverbi. Il saggio esamina la trasmissione in diacronia prospettica di due di esse (parole non ci appulcro e galeotto fu ’l libro), fino all’inclusione nell’italiano di oggi con valore sentenzioso, attraverso trafile a volte lunghe e complesse, talvolta con vistosi riassestamenti semantici. In particolare, a parte l’attestazione dantesca, non è dato di rinvenire ulteriori riscontri delle due locuzioni esemplificate nella documentazione disponibile fino a tutto il Trecento, se si esclude la quasi ovvia e naturale eccezione dei commenti alla Commedia. Tali modi di dire riacquistano nei secoli successivi vitalità, fondamentalmente grazie alla spinta modellizzante che la Commedia esercita sulla lingua e sulla letteratura seriori

Sulle locuzioni idiomatiche dantesche nell’italiano contemporaneo

Chiara Coluccia
2022

Abstract

Nel processo di costituzione del lessico dell’italiano contemporaneo, la forte presenza della componente dantesca si percepisce vistosamente anche considerando il numero di frasi celebri promananti dalla Commedia che si sono radicate nella lingua al punto da dar luogo a locuzioni idiomatiche o veri e propri proverbi. Il saggio esamina la trasmissione in diacronia prospettica di due di esse (parole non ci appulcro e galeotto fu ’l libro), fino all’inclusione nell’italiano di oggi con valore sentenzioso, attraverso trafile a volte lunghe e complesse, talvolta con vistosi riassestamenti semantici. In particolare, a parte l’attestazione dantesca, non è dato di rinvenire ulteriori riscontri delle due locuzioni esemplificate nella documentazione disponibile fino a tutto il Trecento, se si esclude la quasi ovvia e naturale eccezione dei commenti alla Commedia. Tali modi di dire riacquistano nei secoli successivi vitalità, fondamentalmente grazie alla spinta modellizzante che la Commedia esercita sulla lingua e sulla letteratura seriori
Chiara Coluccia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/893592
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