The article aims to show how, in the Italian cultural setting transitioning from the 1960s through the ’70s, Viktor Šklovskij’s theory of estrangement was read together with the works of an expert of popular culture such as Mikhail Bakhtin. Particular attention was given to tracing the role of this “cross-reading” in the project of the never-realized magazine Alì Babà (which had Italo Calvino and Gianni Celati as main promoters), based on the idea of Carnival as a necessary estrangement of the cultural objects of an era. By re-proposing this cross-reading, we can identify in a specific literary device the meeting point of the two Russian critics: enumeration. While Celati and Calvino evoked as an actual condition the immense accumulation of objects, they never definitely turned their interest towards this rhetorical figure that conveys such an accumulation in verbal form. This essay intends, therefore, to lay the foundations of a research process to come about carnivalesque enumerations in Italian literature.

L'articolo si propone di mostrare come, nella transizione tra gli anni Sessanta e Settanta, nella cultura italiana la teoria dello straniamento di Viktor Šklovskij sia stata letta insieme alle opere di un esperto di cultura popolare come Michail Bachtin, evidenziando in particolare il ruolo di questa "lettura incrociata" nel progetto della rivista mai realizzata Alì Babà (di cui Italo Calvino e Gianni Celati furono i principali promotori), basata sull'idea del Carnevale come necessario straniamento degli oggetti culturali di un'epoca. Riproponendo questa lettura incrociata, possiamo individuare un dispositivo letterario che costituisce il punto d'incontro dei due critici russi: l'enumerazione. Mentre Celati e Calvino evocavano come condizione attuale l'accumulo smisurato di oggetti, essi non hanno però mai rivolto definitamente il loro interesse verso questa figura retorica che veicola tale accumulo in forma verbale; il saggio intende quindi porre le basi di una ricerca a venire sulle enumerazioni carnevalesche nella letteratura italiana.

Šklovskij e Bachtin nella caverna di Alì Babà

Beniamino Della Gala
2022

Abstract

L'articolo si propone di mostrare come, nella transizione tra gli anni Sessanta e Settanta, nella cultura italiana la teoria dello straniamento di Viktor Šklovskij sia stata letta insieme alle opere di un esperto di cultura popolare come Michail Bachtin, evidenziando in particolare il ruolo di questa "lettura incrociata" nel progetto della rivista mai realizzata Alì Babà (di cui Italo Calvino e Gianni Celati furono i principali promotori), basata sull'idea del Carnevale come necessario straniamento degli oggetti culturali di un'epoca. Riproponendo questa lettura incrociata, possiamo individuare un dispositivo letterario che costituisce il punto d'incontro dei due critici russi: l'enumerazione. Mentre Celati e Calvino evocavano come condizione attuale l'accumulo smisurato di oggetti, essi non hanno però mai rivolto definitamente il loro interesse verso questa figura retorica che veicola tale accumulo in forma verbale; il saggio intende quindi porre le basi di una ricerca a venire sulle enumerazioni carnevalesche nella letteratura italiana.
File in questo prodotto:
Eventuali allegati, non sono esposti

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/892944
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact