Il contributo propone una lettura della trilogia de La Grande Rivolta (1999) di Nanni Balestrini in cui la nozione antropologica di “margine”, con i suoi molteplici significati, gioca un ruolo fondamentale: da una parte, soggettività decentrate, periferiche, marginali appunto, sono i protagonisti di questa epopea dei subalterni esclusi dal benessere del boom economico e relegati in un cono d’ombra dalle dinamiche repressive del potere; essi finiscono per costituirsi agonisticamente, con forti implicazioni identitarie, come minoranza. Dall’altra, nello schema triadico dei riti di passaggio tratteggiato dall’antropologo francese Arnold Van Gennep ai primi del Novecento e successivamente ampliato dallo scozzese Victor Turner, il concetto di margine indica la fase liminale in cui si compie la transizione vera e propria, che si frappone tra l’atto della separazione dalla comunità e la compensazione sacrificale che prelude alla riaggregazione; e la trilogia balestriniana sembra infatti ruotare attorno a questa fase in cui gli iniziati assumono i tratti dell’invisibilità e dell’illegalità rituale, rappresentando il lungo Sessantotto italiano come un rito di iniziazione e di passaggio.

Un’epica del margine. Conflitto sociale e ritualità ne La Grande Rivolta di Nanni Balestrini / Beniamino Della Gala. - STAMPA. - (2022), pp. 711-718. (Intervento presentato al convegno Letteratura e antropologia. Generi, forme e immaginari tenutosi a Campobasso nel 13-15 giugno 2019).

Un’epica del margine. Conflitto sociale e ritualità ne La Grande Rivolta di Nanni Balestrini

Beniamino Della Gala
2022

Abstract

Il contributo propone una lettura della trilogia de La Grande Rivolta (1999) di Nanni Balestrini in cui la nozione antropologica di “margine”, con i suoi molteplici significati, gioca un ruolo fondamentale: da una parte, soggettività decentrate, periferiche, marginali appunto, sono i protagonisti di questa epopea dei subalterni esclusi dal benessere del boom economico e relegati in un cono d’ombra dalle dinamiche repressive del potere; essi finiscono per costituirsi agonisticamente, con forti implicazioni identitarie, come minoranza. Dall’altra, nello schema triadico dei riti di passaggio tratteggiato dall’antropologo francese Arnold Van Gennep ai primi del Novecento e successivamente ampliato dallo scozzese Victor Turner, il concetto di margine indica la fase liminale in cui si compie la transizione vera e propria, che si frappone tra l’atto della separazione dalla comunità e la compensazione sacrificale che prelude alla riaggregazione; e la trilogia balestriniana sembra infatti ruotare attorno a questa fase in cui gli iniziati assumono i tratti dell’invisibilità e dell’illegalità rituale, rappresentando il lungo Sessantotto italiano come un rito di iniziazione e di passaggio.
2022
Letteratura e antropologia. Generi, forme e immaginari. Atti del XXI Convegno Internazionale della MOD 13-15 giugno 2019
711
718
Un’epica del margine. Conflitto sociale e ritualità ne La Grande Rivolta di Nanni Balestrini / Beniamino Della Gala. - STAMPA. - (2022), pp. 711-718. (Intervento presentato al convegno Letteratura e antropologia. Generi, forme e immaginari tenutosi a Campobasso nel 13-15 giugno 2019).
Beniamino Della Gala
File in questo prodotto:
Eventuali allegati, non sono esposti

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/882237
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact