La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo stabilisce che i bambini hanno il diritto di esprimere liberamente la propria opinione su ogni questione che li riguardi (Articolo 12.1). Affinché questa disposizione trovi attuazione, al minore deve essere data la possibilità di essere ascoltato in ogni procedura giudiziaria o amministrativa che lo riguardi (Articolo 12.2). Il Considerando 1 della Direttiva UE 2016/800 recita: “Obiettivo della presente direttiva è stabilire garanzie procedurali affinché i minori indagati o imputati nei procedimenti penali siano in grado di comprendere e seguire il procedimento, esercitare il loro diritto a un equo processo, evitare la recidiva e promuovere il loro reinserimento sociale”. I diritti del/la minore possono essere attuati ed esercitati solamente nella misura in cui egli/ella può comunicare in una lingua che è in grado di parlare e di comprendere. L’interpretazione per bambini/e e ragazzi/e assume pertanto una valenza in termini sociali. Eppure la ricerca negli ultimi decenni ha considerato l’interpretazione come un servizio destinato agli adulti e ha esplorato solo in sparuti casi le caratteristiche e le necessità della comunicazione con un/a minorenne mediata da un interprete. Questo lavoro si propone di contribuire ad iniziare a colmare questa lacuna, offrendo suggerimenti riguardo alla conduzione di un colloquio o un’audizione con un minorenne e un interprete nel contesto dei procedimenti giuridici e amministrativi in cui un ragazzo o una ragazza possono trovarsi coinvolti in qualità di testimoni, vittime o autori di reati o come richiedenti protezione internazionale, come nel caso di minori stranieri non accompagnati. Nel fornire alcuni risultati della ricerca condotta sul campo e alcuni spunti di riflessione, ci si concentrerà sulla figura dell’interprete, senza mai perdere di vista però la collaborazione che deve instaurarsi tra i professionisti delle lingue e quelli degli altri ambiti che si trovano a comunicare con un/a minorenne con l’assistenza di un interprete.

Interpretare per bambini/e e ragazzi/e in contesti legali

Amato Amalia Agata Maria
2021

Abstract

La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo stabilisce che i bambini hanno il diritto di esprimere liberamente la propria opinione su ogni questione che li riguardi (Articolo 12.1). Affinché questa disposizione trovi attuazione, al minore deve essere data la possibilità di essere ascoltato in ogni procedura giudiziaria o amministrativa che lo riguardi (Articolo 12.2). Il Considerando 1 della Direttiva UE 2016/800 recita: “Obiettivo della presente direttiva è stabilire garanzie procedurali affinché i minori indagati o imputati nei procedimenti penali siano in grado di comprendere e seguire il procedimento, esercitare il loro diritto a un equo processo, evitare la recidiva e promuovere il loro reinserimento sociale”. I diritti del/la minore possono essere attuati ed esercitati solamente nella misura in cui egli/ella può comunicare in una lingua che è in grado di parlare e di comprendere. L’interpretazione per bambini/e e ragazzi/e assume pertanto una valenza in termini sociali. Eppure la ricerca negli ultimi decenni ha considerato l’interpretazione come un servizio destinato agli adulti e ha esplorato solo in sparuti casi le caratteristiche e le necessità della comunicazione con un/a minorenne mediata da un interprete. Questo lavoro si propone di contribuire ad iniziare a colmare questa lacuna, offrendo suggerimenti riguardo alla conduzione di un colloquio o un’audizione con un minorenne e un interprete nel contesto dei procedimenti giuridici e amministrativi in cui un ragazzo o una ragazza possono trovarsi coinvolti in qualità di testimoni, vittime o autori di reati o come richiedenti protezione internazionale, come nel caso di minori stranieri non accompagnati. Nel fornire alcuni risultati della ricerca condotta sul campo e alcuni spunti di riflessione, ci si concentrerà sulla figura dell’interprete, senza mai perdere di vista però la collaborazione che deve instaurarsi tra i professionisti delle lingue e quelli degli altri ambiti che si trovano a comunicare con un/a minorenne con l’assistenza di un interprete.
INTERPRETARE DA E VERSO L’ITALIANO: DIDATTICA E INNOVAZIONE PER LA FORMAZIONE DELL’INTERPRETE
360
372
Amato Amalia Agata Maria
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/881877
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