Il presente contributo tratta degli aspetti formativi dell’attività motoria per la scuola primaria, focalizzandosi in particolare su proposte di gioco all’aria aperta che possano favorire processi d’inclusione nel gruppo-classe. A tale proposito, si farà di riferimento a due ambiti distinti ma intrecciati: la Prasseologia Motoria da un lato e l’Outdoor Education dall’altro (d’ora in poi rispettivamente PM e OE). La prima nasce in Francia attorno agli anni ’70 del secolo scorso grazie all’opera di Pierre Parlebas, intellettuale eclettico e profondamente engagé, il quale elabora un corpus capace di fornire illuminanti chiavi epistemologiche all’Educazione Fisica, disciplina che sul piano scientifico appare tutt’ora invischiata in una pirandelliana ricerca d’autore. Dal suo canto, invece, l’OE risulta un termine-ombrello che designa attività formali e informali piuttosto eterogenee, caratterizzate tanto da una storia lunga e complessa, quanto da una ricchezza considerevole di modelli e metodi sviluppati perlopiù empiricamente. In ogni caso, grazie a solide evidenze raccolte per decenni in diverse aree del mondo (soprattutto anglosassone e scandinavo), è possibile dare indicazioni per lo svolgimento di esperienze educative all’aria aperta, illustrando i motivi che ne illustrano la loro adeguatezza, se non perfino l’indispensabilità e urgenza, in particolare al fine di sostenere i sani stili di vita nelle giovani generazioni. In sostanza appare utile unire la forza educativa e scientifica di PM e OE, dal momento che tali discipline sono in grado di portare a galla fenomeni molto interessanti ma solitamente celati, dal momento che gli ambiti da loro indagati possiedono strutture simili a quelle di un iceberg, che ad uno sguardo superficiale rischiano di apparire semplici e poco stimolanti, ma solo perché le parti significative non sono evidenti.

Le attività ludico-motorie all’aria aperta come espressione di cultura inclusiva.

Bortolotti Alessandro
2020

Abstract

Il presente contributo tratta degli aspetti formativi dell’attività motoria per la scuola primaria, focalizzandosi in particolare su proposte di gioco all’aria aperta che possano favorire processi d’inclusione nel gruppo-classe. A tale proposito, si farà di riferimento a due ambiti distinti ma intrecciati: la Prasseologia Motoria da un lato e l’Outdoor Education dall’altro (d’ora in poi rispettivamente PM e OE). La prima nasce in Francia attorno agli anni ’70 del secolo scorso grazie all’opera di Pierre Parlebas, intellettuale eclettico e profondamente engagé, il quale elabora un corpus capace di fornire illuminanti chiavi epistemologiche all’Educazione Fisica, disciplina che sul piano scientifico appare tutt’ora invischiata in una pirandelliana ricerca d’autore. Dal suo canto, invece, l’OE risulta un termine-ombrello che designa attività formali e informali piuttosto eterogenee, caratterizzate tanto da una storia lunga e complessa, quanto da una ricchezza considerevole di modelli e metodi sviluppati perlopiù empiricamente. In ogni caso, grazie a solide evidenze raccolte per decenni in diverse aree del mondo (soprattutto anglosassone e scandinavo), è possibile dare indicazioni per lo svolgimento di esperienze educative all’aria aperta, illustrando i motivi che ne illustrano la loro adeguatezza, se non perfino l’indispensabilità e urgenza, in particolare al fine di sostenere i sani stili di vita nelle giovani generazioni. In sostanza appare utile unire la forza educativa e scientifica di PM e OE, dal momento che tali discipline sono in grado di portare a galla fenomeni molto interessanti ma solitamente celati, dal momento che gli ambiti da loro indagati possiedono strutture simili a quelle di un iceberg, che ad uno sguardo superficiale rischiano di apparire semplici e poco stimolanti, ma solo perché le parti significative non sono evidenti.
L'educazione motoria nella scuola primaria
178
201
Bortolotti Alessandro
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