Queste note affrontano in modo succinto e certamente non esaustivo il tema della caratterizzazione e classificazione di alcune lingue europee che fanno un uso distintivo delle differenze temporali. Nella prima nota si fa una separazione tra lingue con sistema quantitativo doppio, che riguarda sia vocali sia consonanti, e lingue con sistema quantitativo unico. Per queste ultime vengono delineati, con l’appoggio di esempi, tre scenari tipologicamente diversi tra di loro, a seconda che le opposizioni di quantità abbiano il loro ambito nella sequenza /vocale+consonante/, nella /consonante/, nella /vocale/. Argomento della seconda nota è la considerazione dei principali fattori che determinano l’organizzazione delle lingue in merito alla utilizzazione libera o vincolata delle distinzioni di quantità. Sono illustrate le condizioni fonotattiche e prosodiche entro le quali operano le opposizioni di quantità vocalica e/o consonantica: l’accento lessicale, la forma della sillaba, la posizione nella parola. Riguardo alla indipendenza vs dipendenza dall’accento lessicale si osserva che la distinzione fonologica tra vocali brevi e vocali lunghe nella maggior parte delle lingue europee odierne è limitata alle sillabe accentate, sia in area germanica, sia in area romanza. Per quel che concerne la distribuzione della quantità vocalica nella sillaba e nella parola sono esaminate tre situazioni: sillaba aperta all’interno di parola, sillaba chiusa, sillaba aperta in fine di parola. Una chiara differenziazione tipologica emerge dal diverso comportamento delle lingue nella prima e nella terza condizione. La terza nota presenta e discute aspetti della teoria che interpreta le opposizioni di quantità vocalica di alcune lingue germaniche come opposizioni prosodiche di taglio sillabico (Silbenschnittgegensätze). Secondo alcuni il taglio sillabico porta a una netta dicotomia fra due tipi di lingue: le Quantitätensprachen e le Silbenschnittsprachen; secondo altri esso fornisce un metodo per descrivere adeguatamente modalità di differenziazione temporale che caratterizzano un tipo “speciale” di sistema quantitativo. Vengono di solito considerate lingue con taglio sillabico il tedesco (precisamente il tedesco settentrionale), l’olandese, l’inglese, in cui si oppongono due modalità di interazione tra la vocale accentata e la consonante successiva: scharfer vs sanfter Schnitt. In alcune versioni della teoria brevità e lunghezza delle vocali accentate assumono il ruolo di concomitanti fonetici dei due modi di taglio sillabico, rispettivamente, del taglio brusco e del taglio piano.

Note sulle opposizioni di quantità

UGUZZONI, ARIANNA
2010

Abstract

Queste note affrontano in modo succinto e certamente non esaustivo il tema della caratterizzazione e classificazione di alcune lingue europee che fanno un uso distintivo delle differenze temporali. Nella prima nota si fa una separazione tra lingue con sistema quantitativo doppio, che riguarda sia vocali sia consonanti, e lingue con sistema quantitativo unico. Per queste ultime vengono delineati, con l’appoggio di esempi, tre scenari tipologicamente diversi tra di loro, a seconda che le opposizioni di quantità abbiano il loro ambito nella sequenza /vocale+consonante/, nella /consonante/, nella /vocale/. Argomento della seconda nota è la considerazione dei principali fattori che determinano l’organizzazione delle lingue in merito alla utilizzazione libera o vincolata delle distinzioni di quantità. Sono illustrate le condizioni fonotattiche e prosodiche entro le quali operano le opposizioni di quantità vocalica e/o consonantica: l’accento lessicale, la forma della sillaba, la posizione nella parola. Riguardo alla indipendenza vs dipendenza dall’accento lessicale si osserva che la distinzione fonologica tra vocali brevi e vocali lunghe nella maggior parte delle lingue europee odierne è limitata alle sillabe accentate, sia in area germanica, sia in area romanza. Per quel che concerne la distribuzione della quantità vocalica nella sillaba e nella parola sono esaminate tre situazioni: sillaba aperta all’interno di parola, sillaba chiusa, sillaba aperta in fine di parola. Una chiara differenziazione tipologica emerge dal diverso comportamento delle lingue nella prima e nella terza condizione. La terza nota presenta e discute aspetti della teoria che interpreta le opposizioni di quantità vocalica di alcune lingue germaniche come opposizioni prosodiche di taglio sillabico (Silbenschnittgegensätze). Secondo alcuni il taglio sillabico porta a una netta dicotomia fra due tipi di lingue: le Quantitätensprachen e le Silbenschnittsprachen; secondo altri esso fornisce un metodo per descrivere adeguatamente modalità di differenziazione temporale che caratterizzano un tipo “speciale” di sistema quantitativo. Vengono di solito considerate lingue con taglio sillabico il tedesco (precisamente il tedesco settentrionale), l’olandese, l’inglese, in cui si oppongono due modalità di interazione tra la vocale accentata e la consonante successiva: scharfer vs sanfter Schnitt. In alcune versioni della teoria brevità e lunghezza delle vocali accentate assumono il ruolo di concomitanti fonetici dei due modi di taglio sillabico, rispettivamente, del taglio brusco e del taglio piano.
"La dimensione temporale del parlato", Atti del 5° Convegno Nazionale AISV, CD-rom incluso
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A. Uguzzoni
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