Il discorso moda, non più circoscritto a spazi cartacei definiti, o a servizi e trasmissioni ben posizionati nel palinsesto televisivo. Il discorso moda, infatti, oltre ad aver occupato molto spazio nella fiction televisiva e nelle recenti produzioni cinematografiche, ha conquistato diverse porzioni della Rete. Tutto ciò può essere studiato a partire dalla comprensione di due macro aspetti: a. il grande successo in termini di ascolto di determinati prodotti (da Ugly Betty al Diavolo veste Prada, fino a Sex and the city) che ha definito come vincente la centralità del discorso moda nella fiction più recente e, conseguentemente, ha dato il via al moltiplicarsi di spazi di discussione online ad essa dedicati; b. la centralità della dimensione narrativa sia nella costruzione testuale, sia nelle dinamiche di fruizione (si vedano gli spazi di Internet, in cui, a partire dai blog, l’aspetto narrativo è centrale e prepondernate. Per non dimenticare anche la narrazione che viene costruita mediante il linguaggio visivo, come in “You tube”). The fashion discourse, no longer constrained within the page, or well-established broadcasts and services in TV schedules. The fashion discourse, in fact, besides having taken up a lot of space in TV fiction and in recent cinema productions, has also won over several components of the Web. All this may be analysed starting from the understanding of two macro aspects: a. the large success in terms of audience of a given product (from Ugly Betty to The Devil wears Prada, to Sex and the City) which has recognised the centrality of the fashion discourse as a winning asset in recent fiction, with the progressive multiplying of online forums and sites dedicated to it. b. the centrality of the narrative dimension both in the construction of the text, and in access dynamics (see the Internet spaces where, starting from blogs, the narrative dimension is central and predominant. Without even mentioning how narration may be also constructed through visual language, as in “You tube”).

Fashion online: discorsi e pratiche fra fiction e realtà / Fashion online: discourse and practices between fiction and reality

MASCIO, ANTONELLA
2009

Abstract

Il discorso moda, non più circoscritto a spazi cartacei definiti, o a servizi e trasmissioni ben posizionati nel palinsesto televisivo. Il discorso moda, infatti, oltre ad aver occupato molto spazio nella fiction televisiva e nelle recenti produzioni cinematografiche, ha conquistato diverse porzioni della Rete. Tutto ciò può essere studiato a partire dalla comprensione di due macro aspetti: a. il grande successo in termini di ascolto di determinati prodotti (da Ugly Betty al Diavolo veste Prada, fino a Sex and the city) che ha definito come vincente la centralità del discorso moda nella fiction più recente e, conseguentemente, ha dato il via al moltiplicarsi di spazi di discussione online ad essa dedicati; b. la centralità della dimensione narrativa sia nella costruzione testuale, sia nelle dinamiche di fruizione (si vedano gli spazi di Internet, in cui, a partire dai blog, l’aspetto narrativo è centrale e prepondernate. Per non dimenticare anche la narrazione che viene costruita mediante il linguaggio visivo, come in “You tube”). The fashion discourse, no longer constrained within the page, or well-established broadcasts and services in TV schedules. The fashion discourse, in fact, besides having taken up a lot of space in TV fiction and in recent cinema productions, has also won over several components of the Web. All this may be analysed starting from the understanding of two macro aspects: a. the large success in terms of audience of a given product (from Ugly Betty to The Devil wears Prada, to Sex and the City) which has recognised the centrality of the fashion discourse as a winning asset in recent fiction, with the progressive multiplying of online forums and sites dedicated to it. b. the centrality of the narrative dimension both in the construction of the text, and in access dynamics (see the Internet spaces where, starting from blogs, the narrative dimension is central and predominant. Without even mentioning how narration may be also constructed through visual language, as in “You tube”).
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