The manner with which Adolf Loos constructs the characters and plots of his controversial and sarcastic stories closely resembles narrative writing suita-ble for stage action. In the light of this narrative writing, the essay examines two famous stories by Adolf Loos, the short, famous story of The Saddle Maker written in 1903, and the equally important story entitled The Poor Little Rich Man written in 1900. Starting from a theatrical interpretation of these two stories, the essay propo-ses an extension of the concept of theatricality, understood as a background capable of clarifying and better communicating the purpose of architecture. According to Adolf Loos, this ultimate purpose seems to lie in the search for joy.

Il modo in cui Adolf Loos costruisce i personaggi e la trama dei suoi racconti polemici e sarcastici, assomiglia molto alla scrittura narrativa adatta all’azione scenica. Alla luce di questa scrittura narrativa il testo presenta una lettura di due celebri racconti di Adolf Loos, il breve e famoso racconto del Mastro Sellaio, redatto nel 1903, e l’altrettanto importante testo dal titolo A proposito di un povero ricco, redatto nel 1900. A partire da una interpretazione in chiave teatrale di questi due racconti, il testo propone una estensione del concetto di teatralità intesa come sfondo capace di chiarire e comunicare meglio il fine dell’architettura. Questo fine ultimo sembra risiedere, secondo Adolf Loos, nella ricerca della gioia.

Adolf Loos. Teatrini della gioia. / Adolf Loos. Theaters of Joy.

ildebrando clemente
2020

Abstract

Il modo in cui Adolf Loos costruisce i personaggi e la trama dei suoi racconti polemici e sarcastici, assomiglia molto alla scrittura narrativa adatta all’azione scenica. Alla luce di questa scrittura narrativa il testo presenta una lettura di due celebri racconti di Adolf Loos, il breve e famoso racconto del Mastro Sellaio, redatto nel 1903, e l’altrettanto importante testo dal titolo A proposito di un povero ricco, redatto nel 1900. A partire da una interpretazione in chiave teatrale di questi due racconti, il testo propone una estensione del concetto di teatralità intesa come sfondo capace di chiarire e comunicare meglio il fine dell’architettura. Questo fine ultimo sembra risiedere, secondo Adolf Loos, nella ricerca della gioia.
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