Il nesso Jacopo Corbinelli / Giordano Bruno costituisce uno dei lasciti della ricca eredità trasmessa da Frances Yates agli studiosi del Nolano e della cultura europea di fine ’500: è stata infatti la studiosa inglese a individuare in un gruppo di lettere inviate da Corbinelli a Gian Vincenzo Pinelli fra il febbraio e l’agosto 1586 una serie di riferimenti a Bruno, significativamente intrecciati a notizie e commenti di carattere squisitamente politico. Si tratta di documenti tuttora preziosi per illuminare con maggior precisione alcuni momenti e snodi del secondo, turbolento soggiorno del filosofo in una Parigi ormai pesantemente condizionata dalle rinnovate fortune del partito dei Ligueurs. La familiarità e l’apprezzamento che Corbinelli manifesta in queste lettere nei confronti di Bruno aprono interrogativi interessanti sulla natura effettiva dei rapporti fra i due intellettuali, sulle possibili sintonie di ordine culturale, sulle comuni valutazioni di carattere politico – su quale, in una parola, potesse essere per loro un terreno condiviso di discussione e di confronto. A partire da queste considerazioni, il saggio cerca di mettere in luce alcune possibili linee di dialogo, sullo sfondo della difficile situazione politica parigina, sottolineando in modo particolare il peso rivestito, in entrambi gli autori, dalla riflessione su caratteri, obiettivi e ruolo storico della ‘monarchia di Francia’.

«Une religion politique»? Giordano Bruno e Jacopo Corbinelli: frammenti di un dialogo

SCAPPARONE, ELISABETTA
2009

Abstract

Il nesso Jacopo Corbinelli / Giordano Bruno costituisce uno dei lasciti della ricca eredità trasmessa da Frances Yates agli studiosi del Nolano e della cultura europea di fine ’500: è stata infatti la studiosa inglese a individuare in un gruppo di lettere inviate da Corbinelli a Gian Vincenzo Pinelli fra il febbraio e l’agosto 1586 una serie di riferimenti a Bruno, significativamente intrecciati a notizie e commenti di carattere squisitamente politico. Si tratta di documenti tuttora preziosi per illuminare con maggior precisione alcuni momenti e snodi del secondo, turbolento soggiorno del filosofo in una Parigi ormai pesantemente condizionata dalle rinnovate fortune del partito dei Ligueurs. La familiarità e l’apprezzamento che Corbinelli manifesta in queste lettere nei confronti di Bruno aprono interrogativi interessanti sulla natura effettiva dei rapporti fra i due intellettuali, sulle possibili sintonie di ordine culturale, sulle comuni valutazioni di carattere politico – su quale, in una parola, potesse essere per loro un terreno condiviso di discussione e di confronto. A partire da queste considerazioni, il saggio cerca di mettere in luce alcune possibili linee di dialogo, sullo sfondo della difficile situazione politica parigina, sottolineando in modo particolare il peso rivestito, in entrambi gli autori, dalla riflessione su caratteri, obiettivi e ruolo storico della ‘monarchia di Francia’.
«Et mi feci far una vesta di panno bianco...me partì et andai a Paris». Giordano Bruno e la Francia, Atti della giornata di studi, Verona, 19 aprile 2007
59
72
E. Scapparone
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