RIASSUNTO. Coprendosi le spalle con le suggestioni filosofico-psicologiche contenute in Al di là del principio di piacere di Sigmund Freud e nel Senso della fine di Frank Kermode, vengono scelti, tra i mille possibili, con largo arbitrio, tre testi letterari, pubblicati rispettivamente nel 1901, nel 1977 e nel 2006, nei quali Thanatos è in primissimo piano, nei panni trionfanti di colei che celebra il suo rito finale: l’apocalisse. Ma, com’è noto, non è dato cogliere Thanatos nella sua nudità e purezza: Eros soccorre sempre a toglierle l’ultima parola, quanto meno nell’arte. Immanente assai più che imminente l’apocalisse è sempre con noi. Componente ineludibile dell’umano, la coazione a ripetere si rivela da parte sua, ancora una volta, dispostissima a mettersi, nei più diversi modi, al servizio della creazione. ABSTRACT. Covering its back with the psychological and philosophical suggestions of Sigmund Freud’s “Beyond the Pleasure Principle” and Frank Kermode’s “The Sense of an Ending: Studies in the Theory of Fiction”, this work chooses three literary texts amongst the plethora of possible sections, with absolute arbitrariness; in these, published respectively in 1901, 1977 and 2006, Thanatos is in the foreground, clothed in what celebrates its final rite: the Apocalypse. But as is widely known, it is not possible to grasp Thanatos in its nudity and purity: Eros rushes to assist, always having the last word, at least in art. Immanent, rather than imminent, the apocalypse is always with us. An inescapable component of what is human, its compulsion to repeat reveals itself, once again, exceedingly willing to place itself, in a variety of ways, at the service of creation.

Thanatos, o Del Sublime

Ferdinando Amigoni
2021

Abstract

RIASSUNTO. Coprendosi le spalle con le suggestioni filosofico-psicologiche contenute in Al di là del principio di piacere di Sigmund Freud e nel Senso della fine di Frank Kermode, vengono scelti, tra i mille possibili, con largo arbitrio, tre testi letterari, pubblicati rispettivamente nel 1901, nel 1977 e nel 2006, nei quali Thanatos è in primissimo piano, nei panni trionfanti di colei che celebra il suo rito finale: l’apocalisse. Ma, com’è noto, non è dato cogliere Thanatos nella sua nudità e purezza: Eros soccorre sempre a toglierle l’ultima parola, quanto meno nell’arte. Immanente assai più che imminente l’apocalisse è sempre con noi. Componente ineludibile dell’umano, la coazione a ripetere si rivela da parte sua, ancora una volta, dispostissima a mettersi, nei più diversi modi, al servizio della creazione. ABSTRACT. Covering its back with the psychological and philosophical suggestions of Sigmund Freud’s “Beyond the Pleasure Principle” and Frank Kermode’s “The Sense of an Ending: Studies in the Theory of Fiction”, this work chooses three literary texts amongst the plethora of possible sections, with absolute arbitrariness; in these, published respectively in 1901, 1977 and 2006, Thanatos is in the foreground, clothed in what celebrates its final rite: the Apocalypse. But as is widely known, it is not possible to grasp Thanatos in its nudity and purity: Eros rushes to assist, always having the last word, at least in art. Immanent, rather than imminent, the apocalypse is always with us. An inescapable component of what is human, its compulsion to repeat reveals itself, once again, exceedingly willing to place itself, in a variety of ways, at the service of creation.
Ferdinando Amigoni
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