Il Carbone Sulcis deve il suo nome all’area geografica del Sulcis, situata nella Sardegna sudoccidentale. Tale carbone, secondo la classificazione americana ASTM D 338, è definito “sub-bituminoso a lungo fiamma”. La storia del giacimento è stata ricostruita in dettaglio da Paolo Fadda. L’inizio risale al 1851, quando un mercante genovese di nome Ubaldo Millo ottenne la concessione mineraria per la ricerca di carbon fossile nella zona di Bacu Abis, nei pressi di Gonnesa. Lo stesso Millo costituì nel 1853 la società “Tirsi Po”, insieme a un tal Montani, per ottenere la concessione di sfruttamento delle aree interessate. Le attività estrattive sarebbero iniziate nel 1854, mentre erano già stati effettuati dei campionamenti e delle prove di utilizzo. Un articolo del chimico Paolo Tassinari, dedicato proprio all’analisi chimica del nuovo combustibile fossile di Gonnesa, fu pubblicato sulla Gazzetta Medica Italiana nel 1852. Con ogni probabilità fu quindi Tassinari ad eseguire per primo l’analisi completa di quel carbone. Per questo, il suo contributo, seppure di tipo applicativo, è storicamente importante e merita considerazione in relazione agli scopi prefissi, ai mezzi impiegati ed ai risultati ottenuti.

Una storica analisi del carbone Sulcis

TADDIA, MARCO
2009

Abstract

Il Carbone Sulcis deve il suo nome all’area geografica del Sulcis, situata nella Sardegna sudoccidentale. Tale carbone, secondo la classificazione americana ASTM D 338, è definito “sub-bituminoso a lungo fiamma”. La storia del giacimento è stata ricostruita in dettaglio da Paolo Fadda. L’inizio risale al 1851, quando un mercante genovese di nome Ubaldo Millo ottenne la concessione mineraria per la ricerca di carbon fossile nella zona di Bacu Abis, nei pressi di Gonnesa. Lo stesso Millo costituì nel 1853 la società “Tirsi Po”, insieme a un tal Montani, per ottenere la concessione di sfruttamento delle aree interessate. Le attività estrattive sarebbero iniziate nel 1854, mentre erano già stati effettuati dei campionamenti e delle prove di utilizzo. Un articolo del chimico Paolo Tassinari, dedicato proprio all’analisi chimica del nuovo combustibile fossile di Gonnesa, fu pubblicato sulla Gazzetta Medica Italiana nel 1852. Con ogni probabilità fu quindi Tassinari ad eseguire per primo l’analisi completa di quel carbone. Per questo, il suo contributo, seppure di tipo applicativo, è storicamente importante e merita considerazione in relazione agli scopi prefissi, ai mezzi impiegati ed ai risultati ottenuti.
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