La durata temporale degli eventi del mondo è soggettiva. Ad esempio per chi la compie o la osserva, un’azione compiuta intenzionalmente dura meno di una involontaria. Questo fenomeno si chiama Temporal binding (TB) e mostra che il tempo si accorcia nella nostra percezione non solo per le azioni intenzionali, ma anche se considero qualcosa come la causa di qualcos’altro. La causalità e il tempo infatti sono legati nella nostra mente. Alla luce del legame tra percezione del tempo e causalità, si può usare il TB per capire se un individuo abbia consapevolezza di agire, a patto però che si definisca tale consapevolezza attraverso la comprensione che le nostre azioni causino conseguenze. La consapevolezza di agire diventa così un corollario della cognizione causale ed influenza la percezione del tempo creando l’illusione che i nostri obiettivi siano più vicini nel tempo di quello che in realtà sono. In questo articolo, analizzo il rapporto tra azioni intenzionali, percezione del tempo e causalità per esplorare l’origine della consapevolezza di agire. Provo poi a prevedere quando gli esseri umani e altri animali acquisiscono tale consapevolezza, offrendo proposte concrete per esplorarla nello sviluppo psicologico e nell’evoluzione.

L'IO E IL TEMPO DELLE AZIONI

Tramacere A.
Primo
Writing – Original Draft Preparation
2021

Abstract

La durata temporale degli eventi del mondo è soggettiva. Ad esempio per chi la compie o la osserva, un’azione compiuta intenzionalmente dura meno di una involontaria. Questo fenomeno si chiama Temporal binding (TB) e mostra che il tempo si accorcia nella nostra percezione non solo per le azioni intenzionali, ma anche se considero qualcosa come la causa di qualcos’altro. La causalità e il tempo infatti sono legati nella nostra mente. Alla luce del legame tra percezione del tempo e causalità, si può usare il TB per capire se un individuo abbia consapevolezza di agire, a patto però che si definisca tale consapevolezza attraverso la comprensione che le nostre azioni causino conseguenze. La consapevolezza di agire diventa così un corollario della cognizione causale ed influenza la percezione del tempo creando l’illusione che i nostri obiettivi siano più vicini nel tempo di quello che in realtà sono. In questo articolo, analizzo il rapporto tra azioni intenzionali, percezione del tempo e causalità per esplorare l’origine della consapevolezza di agire. Provo poi a prevedere quando gli esseri umani e altri animali acquisiscono tale consapevolezza, offrendo proposte concrete per esplorarla nello sviluppo psicologico e nell’evoluzione.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11585/844649
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