L'uso ideologico della musica da parte del potere politico nella Roma augustea è ampiamente documentato negli scritti greci e latini e nelle testimonianze iconografiche. In particolare, le rappresentazioni degli eventi sonori descritti nei programmi figurativi e nelle opere letterarie commissionate da Augusto o a lui dedicate sono uno dei tasselli significativi della propaganda politica imperiale. Gli aspetti sonori e le esperienze musicali di tale programma celebrativo di Roma e del suo princeps sono qui presentate attraverso, rispettivamente, una rassegna di testi e una lettura iconografica. La prima comprende riflessioni e approfondimenti sul significato attribuito alle rappresentazioni verbali della musica nei testi di Strabone, Virgilio, Dionisio di Alicarnasso e Vitruvio. La seconda esamina il significato attribuito sia alle rappresentazioni di Apollo e di Ercole come musicisti. Esse diverranno modelli più volte imitati. In particolare, è qui esaminata la persistenza e la reinvenzione dell'iconografia di Ercole citaredo: un'immagine che ha assunto nuovi significati e nuove funzioni presso i primi collezionisti di antichità, nei libri di emblemi e negli usi encomiastici e celebrativi delle corti italiane dal Quattrocento al Seicento.

Eventi sonori in età augustea

RESTANI, DONATELLA;DESSI', PAOLA;
2010

Abstract

L'uso ideologico della musica da parte del potere politico nella Roma augustea è ampiamente documentato negli scritti greci e latini e nelle testimonianze iconografiche. In particolare, le rappresentazioni degli eventi sonori descritti nei programmi figurativi e nelle opere letterarie commissionate da Augusto o a lui dedicate sono uno dei tasselli significativi della propaganda politica imperiale. Gli aspetti sonori e le esperienze musicali di tale programma celebrativo di Roma e del suo princeps sono qui presentate attraverso, rispettivamente, una rassegna di testi e una lettura iconografica. La prima comprende riflessioni e approfondimenti sul significato attribuito alle rappresentazioni verbali della musica nei testi di Strabone, Virgilio, Dionisio di Alicarnasso e Vitruvio. La seconda esamina il significato attribuito sia alle rappresentazioni di Apollo e di Ercole come musicisti. Esse diverranno modelli più volte imitati. In particolare, è qui esaminata la persistenza e la reinvenzione dell'iconografia di Ercole citaredo: un'immagine che ha assunto nuovi significati e nuove funzioni presso i primi collezionisti di antichità, nei libri di emblemi e negli usi encomiastici e celebrativi delle corti italiane dal Quattrocento al Seicento.
D. Restani; P. Dessì; D. Castaldo
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