L’edizione di fondi culturali fa emergere in modo evidente un’esigenza: dare valore ai legami. Legami che costringono a ripensare al concetto di edizione nei termini di uno strumento per raccontare la storia del soggetto produttore, che significa la storia delle sue relazioni. L’esperienza condotta sui fondi di studiosi e docenti presso l’Università degli studi di Bologna ci ha consentito di avviare una riflessione sul senso di costruire ambienti in cui dare testimonianza del profilo dell’intellettuale nel circuito delle relazioni che intrattiene con le sue carte, ma anche con altri archivi, con altre persone, con altre risorse e in particolare con i libri, non solo quelli di cui è autore o possessore, ma anche quelli di cui è oggetto o soggetto. Nell’alveo del delicato rapporto fra documento e libro, non si può ignorare poi il caso di quelle carte che nascono nativamente digitali e in cui il contesto di produzione determina nuovi modelli di organizzazione della conoscenza. Il progetto ALDiNa (Archivi letterari digitali nativi), patrocinato dall’AIUCD, mira a realizzare un censimento, e quindi creare un catalogo, del digitale nativo quando questa pratica di produzione delle carte qualifichi l’attività di scrittrici e scrittori. Il born-digital, in particolare, amplifica la complessità di gestire il tracciamento delle diverse versioni di un testo in ambienti potenzialmente a situazioni multiple e stratificate, lanciando al contempo la sfida della creazione di nuove forme di accesso al canonico rapporto testo stabilito/varianti, ma anche a tutte le componenti contestuali necessarie a garantire l’espressività del processo creativo. Si configura allora una nuova modalità di pensare all’edizione digitale come narrazione di un percorso di valorizzazione della memoria culturale, un racconto dell’autore e dei suoi testi.

L'edizione delle carte degli scrittori: l'archivio letterario incontra il (nativo) digitale

Francesca Tomasi
2021

Abstract

L’edizione di fondi culturali fa emergere in modo evidente un’esigenza: dare valore ai legami. Legami che costringono a ripensare al concetto di edizione nei termini di uno strumento per raccontare la storia del soggetto produttore, che significa la storia delle sue relazioni. L’esperienza condotta sui fondi di studiosi e docenti presso l’Università degli studi di Bologna ci ha consentito di avviare una riflessione sul senso di costruire ambienti in cui dare testimonianza del profilo dell’intellettuale nel circuito delle relazioni che intrattiene con le sue carte, ma anche con altri archivi, con altre persone, con altre risorse e in particolare con i libri, non solo quelli di cui è autore o possessore, ma anche quelli di cui è oggetto o soggetto. Nell’alveo del delicato rapporto fra documento e libro, non si può ignorare poi il caso di quelle carte che nascono nativamente digitali e in cui il contesto di produzione determina nuovi modelli di organizzazione della conoscenza. Il progetto ALDiNa (Archivi letterari digitali nativi), patrocinato dall’AIUCD, mira a realizzare un censimento, e quindi creare un catalogo, del digitale nativo quando questa pratica di produzione delle carte qualifichi l’attività di scrittrici e scrittori. Il born-digital, in particolare, amplifica la complessità di gestire il tracciamento delle diverse versioni di un testo in ambienti potenzialmente a situazioni multiple e stratificate, lanciando al contempo la sfida della creazione di nuove forme di accesso al canonico rapporto testo stabilito/varianti, ma anche a tutte le componenti contestuali necessarie a garantire l’espressività del processo creativo. Si configura allora una nuova modalità di pensare all’edizione digitale come narrazione di un percorso di valorizzazione della memoria culturale, un racconto dell’autore e dei suoi testi.
Francesca Tomasi
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