Il problema della definizione del numero minino di sezioni da impiegare per la descrizione della geometria di un tratto di corso d’acqua, ai fini dell’implementazione di un modello di propagazione di piena, è stato fino ad oggi affrontato in maniera sostanzialmente empirica, basando la scelta su considerazioni legate quasi esclusivamente alla disponibilità di risorse economiche per l’esecuzione dei rilievi topografici. Le poche indicazioni di letteratura sulla risoluzione ottimale di questi ultimi derivano da considerazioni basate sul buon senso o su schematizzazioni concettuali alquanto approssimate. Lo studio si propone di affrontare tale problematica con un approccio sperimentale di tipo numerico, che sfrutta le potenzialità delle moderne tecniche di rilievo topografico. L’analisi si concentra su due casi di studio relativi a due corsi d’acqua europei per i quali sono disponibili rilievi topografici ad alta risoluzione di tipo laser scanning: il primo caso, italiano, si riferisce ad un tratto di 55 km del Fiume Po, il secondo ad un tratto di 16 km del Fiume Severn, in Inghilterra centro-occidentale. Comparando i risultati del modello, implementato più volte con diversi gradi di dettaglio della descrizione geometrica dell’alveo, si perviene ad identificare la risoluzione minima necessaria. I risultati ottenuti sono evidentemente estendibili a situazioni in cui ci si avvalga delle sole tecniche di rilievo di tipo tradizionale.

LA DESCRIZIONE TOPOGRAFICA DELL’ALVEO NELLA MODELLISTICA IDRAULICA MONODIMENSIONALE

CASTELLARIN, ATTILIO;BRATH, ARMANDO
2009

Abstract

Il problema della definizione del numero minino di sezioni da impiegare per la descrizione della geometria di un tratto di corso d’acqua, ai fini dell’implementazione di un modello di propagazione di piena, è stato fino ad oggi affrontato in maniera sostanzialmente empirica, basando la scelta su considerazioni legate quasi esclusivamente alla disponibilità di risorse economiche per l’esecuzione dei rilievi topografici. Le poche indicazioni di letteratura sulla risoluzione ottimale di questi ultimi derivano da considerazioni basate sul buon senso o su schematizzazioni concettuali alquanto approssimate. Lo studio si propone di affrontare tale problematica con un approccio sperimentale di tipo numerico, che sfrutta le potenzialità delle moderne tecniche di rilievo topografico. L’analisi si concentra su due casi di studio relativi a due corsi d’acqua europei per i quali sono disponibili rilievi topografici ad alta risoluzione di tipo laser scanning: il primo caso, italiano, si riferisce ad un tratto di 55 km del Fiume Po, il secondo ad un tratto di 16 km del Fiume Severn, in Inghilterra centro-occidentale. Comparando i risultati del modello, implementato più volte con diversi gradi di dettaglio della descrizione geometrica dell’alveo, si perviene ad identificare la risoluzione minima necessaria. I risultati ottenuti sono evidentemente estendibili a situazioni in cui ci si avvalga delle sole tecniche di rilievo di tipo tradizionale.
2009
G. Di Baldassarre; A. Castellarin; A. Brath
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