La scrittura e l'aneddotica come luoghi d'indagine per articolare le pieghe del rapporto fra linguaggio teatrale e storie di vita, fra sfera pubblica e sfera privata. Gli scritti di memoria di alcune attrici come performance della soggettività, lungo un arco temporale ampio che dalla metà dell'Ottocento arriva ai giorni nostri attraverso esempi paradigmatici,che mettono in luce una genealogia femminile anche nell'elaborazione attorica del materiale autobiografico e delle tensioni create dall’esposizione scenica. Si parte da Adelaide Ristori, prima in Italia coi suoi “Ricordi e studi artistici”, del 1887, tradotto in più lingue: una straordinaria costruzione di sé come personaggio. Si arriva ai libri di tre attrici pubblicati o ripubblicati nel nuovo millennio – Iben Nagel Rasmussen (“Dialoghi con Eugenio Barba e altri scritti”), Julia Varley (“Pietre d’acqua. Taccuino di un’attrice dell’Odin Teatret”) e Roberta Carreri (“Tracce. Training e storia di un’attrice dell’Odin Teatret”) – in cui l’aspetto professionale è assolutamente centrale per dire di sé. Ma a fare da riferimento per questa indagine sul rapporto teatro-vita-scrittura è poi Eleonora Duse. Vengono analizzati il “Frammento autobiografico”, pubblicato nel 1996, e il dramma “Denise” di Dumas fils cui l’attrice affidò il racconto di un suo tristissimo caso.

Scritti di memoria e ri-velazioni sceniche: Adelaide Ristori, Eleonora Duse e le attrici dell'Odin Teatret

MARIANI, ANNA LAURA
2007

Abstract

La scrittura e l'aneddotica come luoghi d'indagine per articolare le pieghe del rapporto fra linguaggio teatrale e storie di vita, fra sfera pubblica e sfera privata. Gli scritti di memoria di alcune attrici come performance della soggettività, lungo un arco temporale ampio che dalla metà dell'Ottocento arriva ai giorni nostri attraverso esempi paradigmatici,che mettono in luce una genealogia femminile anche nell'elaborazione attorica del materiale autobiografico e delle tensioni create dall’esposizione scenica. Si parte da Adelaide Ristori, prima in Italia coi suoi “Ricordi e studi artistici”, del 1887, tradotto in più lingue: una straordinaria costruzione di sé come personaggio. Si arriva ai libri di tre attrici pubblicati o ripubblicati nel nuovo millennio – Iben Nagel Rasmussen (“Dialoghi con Eugenio Barba e altri scritti”), Julia Varley (“Pietre d’acqua. Taccuino di un’attrice dell’Odin Teatret”) e Roberta Carreri (“Tracce. Training e storia di un’attrice dell’Odin Teatret”) – in cui l’aspetto professionale è assolutamente centrale per dire di sé. Ma a fare da riferimento per questa indagine sul rapporto teatro-vita-scrittura è poi Eleonora Duse. Vengono analizzati il “Frammento autobiografico”, pubblicato nel 1996, e il dramma “Denise” di Dumas fils cui l’attrice affidò il racconto di un suo tristissimo caso.
L. Mariani
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11585/83073
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