A sessantacinque anni dalla sua fondazione, avvenuta a Milano nel 1956 ad opera di Luciano Anceschi, "il verri" dedica il numero 77 ad Andrea Zanzotto (1921-2021) in occasione del centenario della sua nascita. Nell'indice della rivista, il testo di apertura è denominato complessivamente "Premesse" (al plurale). Comprende infatti 3 interventi di tre diversi autori (genericamente definiti "persone", in esergo), contrassegnati dalle lettere A (autore: N. Lorenzini), B (autore: Francesco Carbognin) e C (autore: A. Cortellessa). Alla fine di ognuno di questi tre interventi figurano le iniziali del rispettivo autore. Persona A (N.L. = Niva Lorenzini) ricorda i saggi di Anceschi sull'estetica e la critica letteraria, che per decenni hanno fornito le coordinate interpretative della storia della poesia del Novecento. Diverse pubblicazioni di poesie di Zanzotto sono dovute all'amicizia con Anceschi, che ebbe con lui una lunga corrispondenza (1948-1991), come sostiene Persona B (F.C. = Francesco Carbognin), spiegando le differenze ideologiche tra Zanzotto e i poeti legati a "il verri", autori di testi apparsi nell'antologia del 1961 "I Novissimi". Differenze - spiega Persona C (A.C. = Andrea Cortellessa) - che spingevano la poesia di Zanzotto a un rapporto vitale con le soluzioni testuali e grafico-visive tipiche dei poeti della neoavanguardia, a partire da "La Beltà" (1968) fino a "Gli Sguardi i Fatti e Senhal" (1969) e "Pasque" (1973).

Premesse (b)

Francesco Carbognin
2021

Abstract

A sessantacinque anni dalla sua fondazione, avvenuta a Milano nel 1956 ad opera di Luciano Anceschi, "il verri" dedica il numero 77 ad Andrea Zanzotto (1921-2021) in occasione del centenario della sua nascita. Nell'indice della rivista, il testo di apertura è denominato complessivamente "Premesse" (al plurale). Comprende infatti 3 interventi di tre diversi autori (genericamente definiti "persone", in esergo), contrassegnati dalle lettere A (autore: N. Lorenzini), B (autore: Francesco Carbognin) e C (autore: A. Cortellessa). Alla fine di ognuno di questi tre interventi figurano le iniziali del rispettivo autore. Persona A (N.L. = Niva Lorenzini) ricorda i saggi di Anceschi sull'estetica e la critica letteraria, che per decenni hanno fornito le coordinate interpretative della storia della poesia del Novecento. Diverse pubblicazioni di poesie di Zanzotto sono dovute all'amicizia con Anceschi, che ebbe con lui una lunga corrispondenza (1948-1991), come sostiene Persona B (F.C. = Francesco Carbognin), spiegando le differenze ideologiche tra Zanzotto e i poeti legati a "il verri", autori di testi apparsi nell'antologia del 1961 "I Novissimi". Differenze - spiega Persona C (A.C. = Andrea Cortellessa) - che spingevano la poesia di Zanzotto a un rapporto vitale con le soluzioni testuali e grafico-visive tipiche dei poeti della neoavanguardia, a partire da "La Beltà" (1968) fino a "Gli Sguardi i Fatti e Senhal" (1969) e "Pasque" (1973).
Francesco Carbognin
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