The imprisonment of Francesco Maria Vialardi in the prisons of the Santo Uffizio and the relationship with Giordano Bruno · Preliminary question to be answered lies in the motivations that led the Inquisition to capture Francesco Maria Vialardi from Vercelli in Genoa, October 1591. Between the political espionage, the rivalry between France and Spain and their mutual accusations, the detention of Vialardi in the Rome Holy Office prisons is not only linked to the Ambassador Bernardino de Mendoza’s ferocious persecutory maneuver, but also to the most famous incarceration story of Giordano Bruno as well as the one of Francesco Graziano from Udine. The eight Decreta of the Roman Inquisition – unpublished and transcribed here – give a detailed picture of Vialardi’s confinement. These writings are enriched with the publication of the Mémoire des services rendus aux rois de France Henri III et Henri IV, an unpublished Vialardi text proving the courtier’s art of the Vercelli writer for the French Crown, in addition to the new documents from the General Archive of Simancas.

Una questione preliminare da chiarire risiede nelle ragioni che indussero l’Inquisizione a catturare a Genova nell’ottobre del 1591 il vercellese Francesco Maria Vialardi. Tra spionaggio politico, rivalità franco-spagnola e reciproche accuse, la detenzione del Vialardi nelle prigioni del Santo Uffizio di Roma non solo si lega con l’accanita manovra persecutoria portata avanti dall’ambasciatore Bernardino de Mendoza, ma si interseca con la più nota vicenda carceraria di Giordano Bruno e con quella del letterato udinese Francesco Graziano. Gli otto Decreta dell’Inquisizione romana – inediti, e qui pubblicati – restituiscono un quadro dettagliato della prigionia del Vialardi. Ad arricchire questo gruppo di scritture è inoltre la pubblicazione del Mémoire des services rendus aux rois de France Henri III et Henri IV, un testo inedito del Vialardi che attesta la cortigianeria del Vercellese per la corona francese, a cui si aggiungono anche nuovi documenti provenienti dall’Archivio generale di Simancas.

La prigionia di Francesco Maria Vialardi nelle carceri del Santo Uffizio e il rapporto con Giordano Bruno

Vaccaro Luca
2020

Abstract

Una questione preliminare da chiarire risiede nelle ragioni che indussero l’Inquisizione a catturare a Genova nell’ottobre del 1591 il vercellese Francesco Maria Vialardi. Tra spionaggio politico, rivalità franco-spagnola e reciproche accuse, la detenzione del Vialardi nelle prigioni del Santo Uffizio di Roma non solo si lega con l’accanita manovra persecutoria portata avanti dall’ambasciatore Bernardino de Mendoza, ma si interseca con la più nota vicenda carceraria di Giordano Bruno e con quella del letterato udinese Francesco Graziano. Gli otto Decreta dell’Inquisizione romana – inediti, e qui pubblicati – restituiscono un quadro dettagliato della prigionia del Vialardi. Ad arricchire questo gruppo di scritture è inoltre la pubblicazione del Mémoire des services rendus aux rois de France Henri III et Henri IV, un testo inedito del Vialardi che attesta la cortigianeria del Vercellese per la corona francese, a cui si aggiungono anche nuovi documenti provenienti dall’Archivio generale di Simancas.
Vaccaro Luca
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11585/829696
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