I criminologi si trovano sempre più spesso, anche grazie alle notizie riportate dalle cronache giornalistiche, di fronte alla problematica relativa al verificarsi di abusi e maltrattamenti su minori. Tale questione, però, risulta difficilmente sondabile per via della natura fragile delle vittime e per i contesti in cui solitamente si verificano questi eventi e cioè gli ambienti familiari o quelli a carattere istituzionale (come scuole, centri ricreativi e sportivi, strutture ecclesiastiche). Negli ultimi anni alcuni scandali relativi ad abusi perpetrati nei confronti dei minori all’interno di organizzazioni religiose e/o di ispirazione religiosa hanno destato l’interessamento dell’opinione pubblica angloamericana, ma non solo. Questo particolare tipo di contesto in cui vengono perpetrati tali abusi su minori conduce a dover affrontare la questione sotto molteplici aspetti. Difatti, in determinati ambienti, molti fattori concorrono a rendere difficoltosa l’individuazione dell’abuso che risulta, per questo motivo, estremamente sottostimato. Il presente articolo, grazie alle informazioni ricavate da interviste semi-strutturate e focus group effettuati con operatori del settore, educatori e assistenti sociali nell’ambito della ricerca europea “SAFE - Supporting Action to Foster Embedding of child safeguarding policies in Italian faith led organizations and sports club for children” (grant agreement n°856807), si concentrerà sulla problematica degli abusi sui minori in organizzazioni religiose e/o di ispirazione religiosa con il fine di raccogliere nuovi elementi sul fenomeno, caratterizzato da un elevato numero oscuro, e di proporre strategie d’intervento per la prevenzione della vittimizzazione. La partecipazione allo studio di testimoni significativi impreziosisce la pertinenza dell’approccio qualitativo proposto ed è utile per mettere in evidenza una questione scarsamente trattata dalla ricerca socio-criminologica italiana.

Abuso su minori in contesti istituzionali a carattere religioso: la parola agli operatori

Sette R.
;
Tuzza S.
2021

Abstract

I criminologi si trovano sempre più spesso, anche grazie alle notizie riportate dalle cronache giornalistiche, di fronte alla problematica relativa al verificarsi di abusi e maltrattamenti su minori. Tale questione, però, risulta difficilmente sondabile per via della natura fragile delle vittime e per i contesti in cui solitamente si verificano questi eventi e cioè gli ambienti familiari o quelli a carattere istituzionale (come scuole, centri ricreativi e sportivi, strutture ecclesiastiche). Negli ultimi anni alcuni scandali relativi ad abusi perpetrati nei confronti dei minori all’interno di organizzazioni religiose e/o di ispirazione religiosa hanno destato l’interessamento dell’opinione pubblica angloamericana, ma non solo. Questo particolare tipo di contesto in cui vengono perpetrati tali abusi su minori conduce a dover affrontare la questione sotto molteplici aspetti. Difatti, in determinati ambienti, molti fattori concorrono a rendere difficoltosa l’individuazione dell’abuso che risulta, per questo motivo, estremamente sottostimato. Il presente articolo, grazie alle informazioni ricavate da interviste semi-strutturate e focus group effettuati con operatori del settore, educatori e assistenti sociali nell’ambito della ricerca europea “SAFE - Supporting Action to Foster Embedding of child safeguarding policies in Italian faith led organizations and sports club for children” (grant agreement n°856807), si concentrerà sulla problematica degli abusi sui minori in organizzazioni religiose e/o di ispirazione religiosa con il fine di raccogliere nuovi elementi sul fenomeno, caratterizzato da un elevato numero oscuro, e di proporre strategie d’intervento per la prevenzione della vittimizzazione. La partecipazione allo studio di testimoni significativi impreziosisce la pertinenza dell’approccio qualitativo proposto ed è utile per mettere in evidenza una questione scarsamente trattata dalla ricerca socio-criminologica italiana.
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