Oggetto di analisi del presente saggio sono le annate del settimanale L’Alleanza, fondato a Pavia da Carmela Baricelli, una professoressa di Cremona, che intendeva, tramite il giornale, favorire un’alleanza di genere tra le donne, andando oltre gli schieramenti politici. Grazie alla sua intraprendenza, il giornale ebbe una durata maggiore rispetto a quella di testate analoghe, sorte in quel periodo, riscontrando una discreta diffusione nazionale in quanto si proponeva, a livello ufficiale, quale organo di collegamento tra i diversi comitati prosuffragio. Come emerge da questa indagine, la rivista si caratterizzò non solo quale importante luogo di confronto fra le donne in merito alle questioni emergenti dell’emancipazionismo del tempo, ma anche come strumento di formazione e di autoformazione delle lettrici, in quanto queste risultavano essere, in molti casi, autrici di articoli, bozzetti, racconti, oltre ad apprendere le regole e le modalità per partecipare a congressi e ad assemblee. Dalle pagine del periodico emerge come un’intera generazione di donne abbia affrontato l’ampio spettro delle tematiche della cosiddetta «questione femminista». E ciò da parte delle esponenti più note (Maria Montessori, Teresa Labriola, Emilia Mariani e altre), come da parte di altre meno note, di cui si conosce assai poco sotto il profilo biografico, ma che hanno comunque offerto un apporto fondamentale al dibattito sorto all’interno della rivista.

Emancipazionismo e femminismo tra le pagine de L’Alleanza (1906-1911)

Tiziana Pironi
2021

Abstract

Oggetto di analisi del presente saggio sono le annate del settimanale L’Alleanza, fondato a Pavia da Carmela Baricelli, una professoressa di Cremona, che intendeva, tramite il giornale, favorire un’alleanza di genere tra le donne, andando oltre gli schieramenti politici. Grazie alla sua intraprendenza, il giornale ebbe una durata maggiore rispetto a quella di testate analoghe, sorte in quel periodo, riscontrando una discreta diffusione nazionale in quanto si proponeva, a livello ufficiale, quale organo di collegamento tra i diversi comitati prosuffragio. Come emerge da questa indagine, la rivista si caratterizzò non solo quale importante luogo di confronto fra le donne in merito alle questioni emergenti dell’emancipazionismo del tempo, ma anche come strumento di formazione e di autoformazione delle lettrici, in quanto queste risultavano essere, in molti casi, autrici di articoli, bozzetti, racconti, oltre ad apprendere le regole e le modalità per partecipare a congressi e ad assemblee. Dalle pagine del periodico emerge come un’intera generazione di donne abbia affrontato l’ampio spettro delle tematiche della cosiddetta «questione femminista». E ciò da parte delle esponenti più note (Maria Montessori, Teresa Labriola, Emilia Mariani e altre), come da parte di altre meno note, di cui si conosce assai poco sotto il profilo biografico, ma che hanno comunque offerto un apporto fondamentale al dibattito sorto all’interno della rivista.
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