Il saggio traccia le grandi linee della diffusione nella costa dell’Adriatico dei programmi di “villeggiatura intensiva” rivolti alle giovani generazioni italiane, dai primi ospizi marini, espressione di un sentimento caritativo, alle numerose colonie promosse dal regime fascista negli anni Trenta, sino alle cosiddette “città delle colonie” del Dopoguerra. In queste esperienze si pone indistintamente il tema della definizione di una relazione positiva tra architettura e paesaggio, che nel 1942 Mario Labò e Attilio Podestà identificano nei ricercati “rapporti formali tra i volumi delle costruzioni e una superficie per lo più rasata, ed orizzontale o leggermente inclinata: quella della spiaggia, che poi nel mare si dilata orizzontale all'infinito”. A partire dagli anni Ottanta del secolo scorso i cambiamenti nella pratica della vacanza hanno lasciato sul territorio numerose colonie di vacanza spesso inutilizzate. Da questo panorama di realizzazioni, patrimonio assolutamente originale della produzione architettonica del Novecento italiano, emerge un problema di tutela complesso che impone di interrogarsi sia sul degrado fisico degli edifici, sia sulla sopravvivenza di quei lacerti di paesaggio testimonianza a tutt’oggi di un sapiente quanto controllato disegno della costa.

Colonie marine dell'Adriatico. Un complesso problema di tutela

BALDUCCI, VALTER
2009

Abstract

Il saggio traccia le grandi linee della diffusione nella costa dell’Adriatico dei programmi di “villeggiatura intensiva” rivolti alle giovani generazioni italiane, dai primi ospizi marini, espressione di un sentimento caritativo, alle numerose colonie promosse dal regime fascista negli anni Trenta, sino alle cosiddette “città delle colonie” del Dopoguerra. In queste esperienze si pone indistintamente il tema della definizione di una relazione positiva tra architettura e paesaggio, che nel 1942 Mario Labò e Attilio Podestà identificano nei ricercati “rapporti formali tra i volumi delle costruzioni e una superficie per lo più rasata, ed orizzontale o leggermente inclinata: quella della spiaggia, che poi nel mare si dilata orizzontale all'infinito”. A partire dagli anni Ottanta del secolo scorso i cambiamenti nella pratica della vacanza hanno lasciato sul territorio numerose colonie di vacanza spesso inutilizzate. Da questo panorama di realizzazioni, patrimonio assolutamente originale della produzione architettonica del Novecento italiano, emerge un problema di tutela complesso che impone di interrogarsi sia sul degrado fisico degli edifici, sia sulla sopravvivenza di quei lacerti di paesaggio testimonianza a tutt’oggi di un sapiente quanto controllato disegno della costa.
V. Balducci
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