Si tratta di una recensione al libro proposto da Luigi Magarotto, che pone l’accento su una falsificazione storica a lungo avvallata dalla storiografia russa, anche se contrastata dagli storici occidentali e georgiani, e che riguarda l’annessione della Georgia all’impero zarista nel 1801. Il libro consta di tre parti; nella prima l’autore prende in esame il trattato stipulato tra il regno di Kartl-K’axeti e l’impero russo del 1783, in base al quale il re georgiano Erek’le II poneva il proprio paese sotto la protezione dell’impero russo, nel tentativo di “difendersi dalla costante minaccia rappresentata dalle due grandi potenze musulmane vicine: l’impero ottomano da un lato e la Persia dall’altro” (p. 65). La seconda parte è dedicata alla fine dell’indipendenza del regno di Kartl-K’axeti, quando alla morte del sovrano Erek’le II, il nuovo re Georgi XII chiese allo zar Paolo I che il suo stato fosse messo sotto la completa protezione dell’impero. Dalla completa documentazione riportata nel libro emerge che tale richiesta prevedeva comunque che alla dinastia georgiana fosse assicurato il trono, anche per le generazioni future. Queste condizioni furono ratificate con una nota diplomatica dallo zar Paolo I, il quale però, disattendendo l’impegno preso, nel 1801 dichiarò il regno di Kartl-K’axeti provincia dell’impero e depose dal trono la dinastia dei Bagrat’ioni. Qualche mese più tardi, in un manifesto del settembre 1801, lo zar Alessandro confermava l’annessione della Georgia, proclamata dal padre nel gennaio dello stesso anno. L’ultima parte raccoglie in appendice una serie di preziosi documenti (alcuni provenienti dall’Archivio di stato di Venezia) che gettano luce sulle vicende storiche narrate, alcuni dei quali erano già apparsi in traduzione, ma mutuati da altre lingue e alle volte in versioni incomplete, mentre altri appaiono per la prima volta in stampa.

Recensione a: LUIGI MAGAROTTO, L’annessione della Georgia alla Russia (1783-1801), Udine: Campanotto editore, 2004, pp. 159.

ZALAMBANI, MARIA
2005

Abstract

Si tratta di una recensione al libro proposto da Luigi Magarotto, che pone l’accento su una falsificazione storica a lungo avvallata dalla storiografia russa, anche se contrastata dagli storici occidentali e georgiani, e che riguarda l’annessione della Georgia all’impero zarista nel 1801. Il libro consta di tre parti; nella prima l’autore prende in esame il trattato stipulato tra il regno di Kartl-K’axeti e l’impero russo del 1783, in base al quale il re georgiano Erek’le II poneva il proprio paese sotto la protezione dell’impero russo, nel tentativo di “difendersi dalla costante minaccia rappresentata dalle due grandi potenze musulmane vicine: l’impero ottomano da un lato e la Persia dall’altro” (p. 65). La seconda parte è dedicata alla fine dell’indipendenza del regno di Kartl-K’axeti, quando alla morte del sovrano Erek’le II, il nuovo re Georgi XII chiese allo zar Paolo I che il suo stato fosse messo sotto la completa protezione dell’impero. Dalla completa documentazione riportata nel libro emerge che tale richiesta prevedeva comunque che alla dinastia georgiana fosse assicurato il trono, anche per le generazioni future. Queste condizioni furono ratificate con una nota diplomatica dallo zar Paolo I, il quale però, disattendendo l’impegno preso, nel 1801 dichiarò il regno di Kartl-K’axeti provincia dell’impero e depose dal trono la dinastia dei Bagrat’ioni. Qualche mese più tardi, in un manifesto del settembre 1801, lo zar Alessandro confermava l’annessione della Georgia, proclamata dal padre nel gennaio dello stesso anno. L’ultima parte raccoglie in appendice una serie di preziosi documenti (alcuni provenienti dall’Archivio di stato di Venezia) che gettano luce sulle vicende storiche narrate, alcuni dei quali erano già apparsi in traduzione, ma mutuati da altre lingue e alle volte in versioni incomplete, mentre altri appaiono per la prima volta in stampa.
M. Zalambani
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