Il presente volume intende offrire alcuni spunti di riflessione nell’am- bito della traduzione audiovisiva e nel nuovissimo panorama delle lingue extraeuropee travalicando l’impostazione finora eurocentrica delle tradu- zioni da e verso l’inglese, e presentando casistiche e problematiche di ri- cerca in coppie traduttive per le quali gli studi di audiovisual translation studies appaiono ancora carenti. Come ormai dimostrato dai numerosi festival internazionali, dalle prolifiche piattaforme di video on demand, dalle rassegne in streaming, nonché dalle rinnovate modalità di fruizione dei testi audiovisivi in Internet, sottotitolazione e doppiaggio possono diventare, oltre che occasioni di condivisione interculturale, un efficace strumento per stabilire nuovi canali di comunicazione e inclusività nella società contemporanea. Il volume scaturisce dall’esperienza degli autori nel campo della ricerca e della pratica della traduzione audiovisiva uti- lizzata sia come adattamento per il cinema che come strumento di inda- gine. L’elemento di novità, a nostro parere, è la presenza esclusiva delle lingue extraeuropee, mai presentate in un unico volume dedicato. Ciono- nostante - proprio perché il primo in Italia – esso non ha la pretesa di offrire una panoramica esaustiva delle numerose e complesse dinamiche sorte fino a oggi all’interno degli audiovisual translation studies. Piutto- sto, intende inaugurare un percorso. Che parte sicuramente in ritardo ri- spetto alle lingue europee, ma che necessita di attenzione, responsabilità e di competenze specifiche. Così come è accaduto negli anni per le altre coppie linguistiche – pur partendo dalle stesse premesse – questo primo contributo intende suggerire che per gli studiosi delle aree extraeuropee sarà necessario inaugurare nuovi filoni di ricerca che siano in grado di mettere in luce esigenze e problematiche diverse rispetto al passato. Non LA TRADUZIONE AUDIOVISIVA PER LE LINGUE EXTRAEUROPEE, ed. F. Vitucci [special issue of «Quaderni di Semantica» (2021), pp. 9-11 - ISSN: 0393 1226] FRANCESCO VITUCCI tanto per un vezzo accademico, quanto per le evoluzioni che investono le nostre stesse società. Partendo da ciò che è più vicino geograficamente a noi, il volume si apre con due importanti riflessioni sulla lingua araba. Nel primo capitolo, Andrea Facchin introduce le problematiche principali relative alla tradu- zione filmica da e verso l’arabo e i conseguenti problemi di diglossia tra l’arabo standard moderno (al-ʿarabiyya al-fuṣḥà o al-muʿāṣira) e le nu- merose varietà colloquiali nazionali o locali avendo come punto di rife- rimento il «nuovo modello di traduzione audiovisiva» di Ahmad Khuddro. Il saggio di Vicente Martì Tormo ci immette, invece, nel feno- meno della formulaicità dalla prospettiva della comunicazione verbale e nelle sue implicazioni per la sottotitolazione dall’arabo all’italiano par- tendo da un corpus testuale composto da fiction televisive trasmesse sulla piattaforma Netflix. Spostandoci in Asia, come non tenere in considerazione uno dei paesi che maggiormente fruisce delle produzioni audiovisive internazionali e che negli ultimi anni è stato capace di contribuire con riflessioni puntuali e circostanziate alle svariate dinamiche intrinseche alla traduzione au- diovisiva? Per il cinese, il contributo di Anna Di Toro si sofferma sulle strategie traduttive per la resa degli elementi culturo-specifici e degli aspetti pragmatici del linguaggio attraverso la comparazione di due lun- gometraggi cinesi sottotitolati sia in inglese che in italiano, mentre Sa- brina Ardizzoni – partendo da un corpus di dati composto da tre lungo- metraggi e un documentario – si concentra sugli aspetti discorsivi, sulle strategie di localizzazione, sulla resa delle metafore e del plurilinguismo presentando i trend più recenti nel campo della sottotitolazione dal ci- nese. Sulla scia del successo internazionale del suo cinema e di fenomeni musicali ormai globali quali il Kpop, un’interessante prospettiva sul dop- piaggio è invece offerta da Jung Imsuk che analizza due recenti lungo- metraggi di fattura coreana focalizzandosi, in particolare, sui fenomeni del konglish, delle rese turpiloquiali, delle collocazioni e di alcuni feno- meni di variazione del parlato. Il volume si chiude con uno sguardo al Giappone, realtà ormai pres- soché quotidiana anche in Italia. Soprattutto in ambito audiovisivo. Nel quarto e ultimo capitolo, Stefano Lo Cigno si confronta con la traduzione della variazione diatopica in sottotitolazione con un focus particolare 8 INTRODUZIONE sulla resa del dialetto di Kyōto in italiano. Le soluzioni che propone ten- gono conto di precise esigenze diegetiche, nonché della necessità di vei- colare una traduzione il più possibile «etica» sia in termini identitari che di inclusione in ottica interculturale. Sebbene dalla prospettiva opposta, a questo tema si ricollega altresì il prezioso contributo di Maria Gioia Vienna che offre un’estesa panoramica sulle dinamiche traduttive dei ti- toli dei lungometraggi italiani presentati nell’ambito del Festival del Ci- nema Italiano di Tōkyō (Tōkyō Itaria Eigasai) a partire dalla sua inaugu- razione nel 2001 fino al 2019. A chiudere, il contributo del curatore di questo volume con un saggio che si focalizza sui concetti di «qualità» e di valutazione «olistica» nell’ambito della sottotitolazione pro-am pre- sentando il caso della rassegna cinematografica Japanese Film Selection sviluppatasi in seno all’associazione culturale Takamori in collabora- zione con l’università di Bologna. Come è già stato sottolineato, il volume non intende offrire un ap- prodo sicuro, quanto piuttosto la possibilità di ampliare il panorama degli studi attraverso una rinnovata partenza. Un nuovo orizzonte. Pur non sa- pendo ancora cosa ci riserba il futuro prossimo, di sicuro la curiosità che ci spinge a voler prendere il largo offrirà a tutti gli altri «navigatori» spunti per rinnovate metodologie che ritorneranno utili per risolvere pro- blemi, in fin dei conti, a tutti noi comuni.

La traduzione audiovisiva per le lingue extraeuropee (numero speciale della rivista "Quaderni di semantica")

Francesco Vitucci
2021

Abstract

Il presente volume intende offrire alcuni spunti di riflessione nell’am- bito della traduzione audiovisiva e nel nuovissimo panorama delle lingue extraeuropee travalicando l’impostazione finora eurocentrica delle tradu- zioni da e verso l’inglese, e presentando casistiche e problematiche di ri- cerca in coppie traduttive per le quali gli studi di audiovisual translation studies appaiono ancora carenti. Come ormai dimostrato dai numerosi festival internazionali, dalle prolifiche piattaforme di video on demand, dalle rassegne in streaming, nonché dalle rinnovate modalità di fruizione dei testi audiovisivi in Internet, sottotitolazione e doppiaggio possono diventare, oltre che occasioni di condivisione interculturale, un efficace strumento per stabilire nuovi canali di comunicazione e inclusività nella società contemporanea. Il volume scaturisce dall’esperienza degli autori nel campo della ricerca e della pratica della traduzione audiovisiva uti- lizzata sia come adattamento per il cinema che come strumento di inda- gine. L’elemento di novità, a nostro parere, è la presenza esclusiva delle lingue extraeuropee, mai presentate in un unico volume dedicato. Ciono- nostante - proprio perché il primo in Italia – esso non ha la pretesa di offrire una panoramica esaustiva delle numerose e complesse dinamiche sorte fino a oggi all’interno degli audiovisual translation studies. Piutto- sto, intende inaugurare un percorso. Che parte sicuramente in ritardo ri- spetto alle lingue europee, ma che necessita di attenzione, responsabilità e di competenze specifiche. Così come è accaduto negli anni per le altre coppie linguistiche – pur partendo dalle stesse premesse – questo primo contributo intende suggerire che per gli studiosi delle aree extraeuropee sarà necessario inaugurare nuovi filoni di ricerca che siano in grado di mettere in luce esigenze e problematiche diverse rispetto al passato. Non LA TRADUZIONE AUDIOVISIVA PER LE LINGUE EXTRAEUROPEE, ed. F. Vitucci [special issue of «Quaderni di Semantica» (2021), pp. 9-11 - ISSN: 0393 1226] FRANCESCO VITUCCI tanto per un vezzo accademico, quanto per le evoluzioni che investono le nostre stesse società. Partendo da ciò che è più vicino geograficamente a noi, il volume si apre con due importanti riflessioni sulla lingua araba. Nel primo capitolo, Andrea Facchin introduce le problematiche principali relative alla tradu- zione filmica da e verso l’arabo e i conseguenti problemi di diglossia tra l’arabo standard moderno (al-ʿarabiyya al-fuṣḥà o al-muʿāṣira) e le nu- merose varietà colloquiali nazionali o locali avendo come punto di rife- rimento il «nuovo modello di traduzione audiovisiva» di Ahmad Khuddro. Il saggio di Vicente Martì Tormo ci immette, invece, nel feno- meno della formulaicità dalla prospettiva della comunicazione verbale e nelle sue implicazioni per la sottotitolazione dall’arabo all’italiano par- tendo da un corpus testuale composto da fiction televisive trasmesse sulla piattaforma Netflix. Spostandoci in Asia, come non tenere in considerazione uno dei paesi che maggiormente fruisce delle produzioni audiovisive internazionali e che negli ultimi anni è stato capace di contribuire con riflessioni puntuali e circostanziate alle svariate dinamiche intrinseche alla traduzione au- diovisiva? Per il cinese, il contributo di Anna Di Toro si sofferma sulle strategie traduttive per la resa degli elementi culturo-specifici e degli aspetti pragmatici del linguaggio attraverso la comparazione di due lun- gometraggi cinesi sottotitolati sia in inglese che in italiano, mentre Sa- brina Ardizzoni – partendo da un corpus di dati composto da tre lungo- metraggi e un documentario – si concentra sugli aspetti discorsivi, sulle strategie di localizzazione, sulla resa delle metafore e del plurilinguismo presentando i trend più recenti nel campo della sottotitolazione dal ci- nese. Sulla scia del successo internazionale del suo cinema e di fenomeni musicali ormai globali quali il Kpop, un’interessante prospettiva sul dop- piaggio è invece offerta da Jung Imsuk che analizza due recenti lungo- metraggi di fattura coreana focalizzandosi, in particolare, sui fenomeni del konglish, delle rese turpiloquiali, delle collocazioni e di alcuni feno- meni di variazione del parlato. Il volume si chiude con uno sguardo al Giappone, realtà ormai pres- soché quotidiana anche in Italia. Soprattutto in ambito audiovisivo. Nel quarto e ultimo capitolo, Stefano Lo Cigno si confronta con la traduzione della variazione diatopica in sottotitolazione con un focus particolare 8 INTRODUZIONE sulla resa del dialetto di Kyōto in italiano. Le soluzioni che propone ten- gono conto di precise esigenze diegetiche, nonché della necessità di vei- colare una traduzione il più possibile «etica» sia in termini identitari che di inclusione in ottica interculturale. Sebbene dalla prospettiva opposta, a questo tema si ricollega altresì il prezioso contributo di Maria Gioia Vienna che offre un’estesa panoramica sulle dinamiche traduttive dei ti- toli dei lungometraggi italiani presentati nell’ambito del Festival del Ci- nema Italiano di Tōkyō (Tōkyō Itaria Eigasai) a partire dalla sua inaugu- razione nel 2001 fino al 2019. A chiudere, il contributo del curatore di questo volume con un saggio che si focalizza sui concetti di «qualità» e di valutazione «olistica» nell’ambito della sottotitolazione pro-am pre- sentando il caso della rassegna cinematografica Japanese Film Selection sviluppatasi in seno all’associazione culturale Takamori in collabora- zione con l’università di Bologna. Come è già stato sottolineato, il volume non intende offrire un ap- prodo sicuro, quanto piuttosto la possibilità di ampliare il panorama degli studi attraverso una rinnovata partenza. Un nuovo orizzonte. Pur non sa- pendo ancora cosa ci riserba il futuro prossimo, di sicuro la curiosità che ci spinge a voler prendere il largo offrirà a tutti gli altri «navigatori» spunti per rinnovate metodologie che ritorneranno utili per risolvere pro- blemi, in fin dei conti, a tutti noi comuni.
272
978-88-3613-149-5
Francesco Vitucci
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/812883
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