Viene presentata una lista di cambiamenti desiderabili da proporre semplicemente ai membri delle religioni monoteistiche. 1. Accettare di essere delle libere associazioni religiose entro organizzazioni statali non religiose e non pretendere all’interno dello Stato maggiori privilegi o diritti di altre organizzazioni religiose o non religiose. 2. Accettare che i credenti e le organizzazioni religiose, anche quelle centrali, abbiano gli stessi diritti degli atei, dei non credenti e degli agnostici e delle loro organizzazioni. Riconoscere che ateismo, non credenza e agnosticismo non sono atteggiamenti offensivi delle religioni. 3. Accettare che un comportamento etico è possibile anche senza alcun fondamento religioso. 4. Rispettare l’autodefinizione delle altre religioni e la loro identità, senza pretendere di comprenderla meglio di loro. In particolare, i cristiani dovrebbero rinunciare alla pretesa che il vero senso religioso della Bibbia ebraica sia un senso cristiano. I musulmani dovrebbero smettere di pretendere che il vero messaggio di Gesù sia contenuto nel Corano e non nei Vangeli e negli scritti cristiani. 5. Riconoscere che è più importante la libertà di coscienza dell’individuo che l’obbedienza ad una pretesa verità assoluta definita da autorità religiose o da testi sacri. 6. Riconoscere la legittimità all’interno di ogni Stato della critica pubblica ai testi sacri della propria religione e ai pretesi fondamenti divini delle proprie tradizioni. 7. Sviluppare una accurata autocritica dei comportamenti intolleranti praticati dalla propria religione verso le altre religioni e verso i non credenti. 8. Riconoscere ai propri correligionari il diritto di abbandonare la religione o di convertirsi ad altre religioni (la cosiddetta apostasia), senza mettere in atto persecuzioni e discriminazioni.

A proposito dei monoteismi

PESCE, MAURO;DESTRO, ADRIANA
2008

Abstract

Viene presentata una lista di cambiamenti desiderabili da proporre semplicemente ai membri delle religioni monoteistiche. 1. Accettare di essere delle libere associazioni religiose entro organizzazioni statali non religiose e non pretendere all’interno dello Stato maggiori privilegi o diritti di altre organizzazioni religiose o non religiose. 2. Accettare che i credenti e le organizzazioni religiose, anche quelle centrali, abbiano gli stessi diritti degli atei, dei non credenti e degli agnostici e delle loro organizzazioni. Riconoscere che ateismo, non credenza e agnosticismo non sono atteggiamenti offensivi delle religioni. 3. Accettare che un comportamento etico è possibile anche senza alcun fondamento religioso. 4. Rispettare l’autodefinizione delle altre religioni e la loro identità, senza pretendere di comprenderla meglio di loro. In particolare, i cristiani dovrebbero rinunciare alla pretesa che il vero senso religioso della Bibbia ebraica sia un senso cristiano. I musulmani dovrebbero smettere di pretendere che il vero messaggio di Gesù sia contenuto nel Corano e non nei Vangeli e negli scritti cristiani. 5. Riconoscere che è più importante la libertà di coscienza dell’individuo che l’obbedienza ad una pretesa verità assoluta definita da autorità religiose o da testi sacri. 6. Riconoscere la legittimità all’interno di ogni Stato della critica pubblica ai testi sacri della propria religione e ai pretesi fondamenti divini delle proprie tradizioni. 7. Sviluppare una accurata autocritica dei comportamenti intolleranti praticati dalla propria religione verso le altre religioni e verso i non credenti. 8. Riconoscere ai propri correligionari il diritto di abbandonare la religione o di convertirsi ad altre religioni (la cosiddetta apostasia), senza mettere in atto persecuzioni e discriminazioni.
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