Il saggio illustra la nascita giornalistica di Lorenzo Stecchetti, seguita nell’apprendistato – civile e insieme letterario – attraverso le tappe dei due giornali umoristici, dove Guerrini passa dalla caustica voce di piazza e dalla carnevalesca funzione del saltimbanco alla penna duttile e fantasiosa che morde dalle colonne di un periodico senza periodicità («Il Matto» infatti «esce quando crede») che mantiene quasi l’aspetto di un foglio volante o poco più. Già da quel laboratorio iniziale la definizione di umorismo è una cifra riconoscibile, esattamente militante e sostenuta dal ruolo civile della derisione, secondo l’attitudine “comica” sempre praticata da Olindo. Nella primavera del 1874 il protagonismo giornalistico di Guerrini ritornerà in primo piano dietro a una nuova maschera: il Mercutio che sulle colonne del «Matto» combatterà soprattutto in versi la comune battaglia dell’intera redazione contro Franco Mistrali, ma che poi, nel quotidiano più regolamentare «La Patria», si dedicherà alla prosa brillante dei Sabati prima e dei Capricci poi; quello stesso Mercutio che infine, nel 1876, ritornando in campo ravennate con l’esperienza di tre anni intensi di impegno bolognese, fonderà «Il Lupo» inventando sulle sue colonne la presenza giornalistica della poesia vernacola romagnola.

All’origine delle maschere giornalistico-poetiche di Olindo: «Lo Staffile» (1868) e «Il Matto» (1874)

QUAQUARELLI L
Primo
2020

Abstract

Il saggio illustra la nascita giornalistica di Lorenzo Stecchetti, seguita nell’apprendistato – civile e insieme letterario – attraverso le tappe dei due giornali umoristici, dove Guerrini passa dalla caustica voce di piazza e dalla carnevalesca funzione del saltimbanco alla penna duttile e fantasiosa che morde dalle colonne di un periodico senza periodicità («Il Matto» infatti «esce quando crede») che mantiene quasi l’aspetto di un foglio volante o poco più. Già da quel laboratorio iniziale la definizione di umorismo è una cifra riconoscibile, esattamente militante e sostenuta dal ruolo civile della derisione, secondo l’attitudine “comica” sempre praticata da Olindo. Nella primavera del 1874 il protagonismo giornalistico di Guerrini ritornerà in primo piano dietro a una nuova maschera: il Mercutio che sulle colonne del «Matto» combatterà soprattutto in versi la comune battaglia dell’intera redazione contro Franco Mistrali, ma che poi, nel quotidiano più regolamentare «La Patria», si dedicherà alla prosa brillante dei Sabati prima e dei Capricci poi; quello stesso Mercutio che infine, nel 1876, ritornando in campo ravennate con l’esperienza di tre anni intensi di impegno bolognese, fonderà «Il Lupo» inventando sulle sue colonne la presenza giornalistica della poesia vernacola romagnola.
Mercutio recensore di Carducci e altri saggi guerriniani
41
100
QUAQUARELLI L
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