Premessa Nel 2006 il presidente americano Gorge Bush e il presidente cinese Hu Jintao hanno deciso di avviare un dialogo ufficiale bilaterale, da tenersi due volte l’anno, in considerazione della importanza crescente delle relazioni tra i due paesi. Il dialogo intende porre sul piatto problematiche di lungo termine nella costruzione di società innovative e sostenibili, nello stesso momento in cui gli USA assisteranno la Cina nella costruzione di una economia indirizzata al mercato. Lunedì 27 luglio 2009 è stato rinnovato il dialogo Strategico ed Economico USA-Cina, chiuso il 28 luglio, secondo la nuova direzione da prendersi in seguito all’elezione del presidente Obama. Il dialogo che verte su affari regionali, bilaterali e globali è inteso a risollevare la situazione di crisi mondiale e a stabilire una pace duratura tramite una crescita bilanciata, attraverso legami proficui per entrambi, allargando la cooperazione e riducendo il protezionismo. Infatti entrambi intendono sostenere scambi più aperti, per creare nuovi posti di lavoro e stimolare l’innovazione. Introduzione Lo sfondo del colloquio Cina-USA prevede accordi sul cambiamento globale da precisarsi alla conferenza sul clima di Copenhagen nel dicembre 2009. Il risultato di uno dei più importanti eventi dell’anno coinvolgerà il mondo intero, poiché ora si rende necessaria una riforma sul sistema finanziario mondiale e la programmazione dello sviluppo sostenibile, anche se i due paesi non sono d’accordo sulle modalità, sebbene intendano cooperare ed ottenere un risultato win-win con soddisfazione della Cina, orgogliosa di raggiungere una situazione di parità di colloquio con il colosso mondiale. Innanzitutto la Cina sta chiedendo agli Usa assistenza nell’uso di tecnologie pulite e richiede che nell’accordo di Kyoto non vengano conteggiate le sue emissioni totali, ma per abitante (Yuang Peng, in China Daily, 27/7/09, p.4). Entrambi intendono continuare l’iniziativa di Eco-Partnerships nel quadro del Decennio della Cooperazione su Ambiente ed Energia (TYF) che prevede sistemi puliti, aperti, rinnovabili ed efficienti nell’erogazione di elettricità e nei trasporti, la conservazione di foreste e aree umide. Prevedono un uso pulito del carbone, incluso il sequestro e la cattura del carbonio, di ottenere il gas dalle rocce scistose e stanno preparando la seconda e terza generazione del bio-gas, oltre ad un nucleare avanzato; nel settore tradizionale del petrolio intendono discutere sulle riserve strategiche e su una maggiore trasparenza del mercato energetico. Gli accordi si allargano su salute e sicurezza, per combattere il risorgere di nuovi ceppi di TBC e di una variante della febbre aviaria. La priorità è da concedere, secondo la Cina, alla questione della coesistenza dei due paesi nel Mare Cinese Meridionale, per gli attriti dovuti alla diversa interpretazione delle clausole della Legislazione Internazionale dei Mari e agli interventi di parti terze che coinvolgono ovviamente la questione di Taiwan. Infatti le dispute etiche sono destinate a condizionare i rapporti tra i due paesi su cui inciderà l’accettazione degli USA a non vendere armi all’isola cinese o la visita di Obama al Dalai Lama. La questione della sicurezza coinvolge l’antiterrorismo in Afghanistan, in Pakistan e i tentativi di denuclearizzazione della Corea del Nord o la sicurezza in Africa, attraverso la soluzione dei problemi del Darfur. Si stanno mettendo le basi per il Trattato di Non Proliferazione Nucleare del 2010 (NPT) e della Conferenza sul Disarmo (CD) (US Department of The Treasury, 2009).

La Cina nell’economia globale

GALVANI, ADRIANA
2009

Abstract

Premessa Nel 2006 il presidente americano Gorge Bush e il presidente cinese Hu Jintao hanno deciso di avviare un dialogo ufficiale bilaterale, da tenersi due volte l’anno, in considerazione della importanza crescente delle relazioni tra i due paesi. Il dialogo intende porre sul piatto problematiche di lungo termine nella costruzione di società innovative e sostenibili, nello stesso momento in cui gli USA assisteranno la Cina nella costruzione di una economia indirizzata al mercato. Lunedì 27 luglio 2009 è stato rinnovato il dialogo Strategico ed Economico USA-Cina, chiuso il 28 luglio, secondo la nuova direzione da prendersi in seguito all’elezione del presidente Obama. Il dialogo che verte su affari regionali, bilaterali e globali è inteso a risollevare la situazione di crisi mondiale e a stabilire una pace duratura tramite una crescita bilanciata, attraverso legami proficui per entrambi, allargando la cooperazione e riducendo il protezionismo. Infatti entrambi intendono sostenere scambi più aperti, per creare nuovi posti di lavoro e stimolare l’innovazione. Introduzione Lo sfondo del colloquio Cina-USA prevede accordi sul cambiamento globale da precisarsi alla conferenza sul clima di Copenhagen nel dicembre 2009. Il risultato di uno dei più importanti eventi dell’anno coinvolgerà il mondo intero, poiché ora si rende necessaria una riforma sul sistema finanziario mondiale e la programmazione dello sviluppo sostenibile, anche se i due paesi non sono d’accordo sulle modalità, sebbene intendano cooperare ed ottenere un risultato win-win con soddisfazione della Cina, orgogliosa di raggiungere una situazione di parità di colloquio con il colosso mondiale. Innanzitutto la Cina sta chiedendo agli Usa assistenza nell’uso di tecnologie pulite e richiede che nell’accordo di Kyoto non vengano conteggiate le sue emissioni totali, ma per abitante (Yuang Peng, in China Daily, 27/7/09, p.4). Entrambi intendono continuare l’iniziativa di Eco-Partnerships nel quadro del Decennio della Cooperazione su Ambiente ed Energia (TYF) che prevede sistemi puliti, aperti, rinnovabili ed efficienti nell’erogazione di elettricità e nei trasporti, la conservazione di foreste e aree umide. Prevedono un uso pulito del carbone, incluso il sequestro e la cattura del carbonio, di ottenere il gas dalle rocce scistose e stanno preparando la seconda e terza generazione del bio-gas, oltre ad un nucleare avanzato; nel settore tradizionale del petrolio intendono discutere sulle riserve strategiche e su una maggiore trasparenza del mercato energetico. Gli accordi si allargano su salute e sicurezza, per combattere il risorgere di nuovi ceppi di TBC e di una variante della febbre aviaria. La priorità è da concedere, secondo la Cina, alla questione della coesistenza dei due paesi nel Mare Cinese Meridionale, per gli attriti dovuti alla diversa interpretazione delle clausole della Legislazione Internazionale dei Mari e agli interventi di parti terze che coinvolgono ovviamente la questione di Taiwan. Infatti le dispute etiche sono destinate a condizionare i rapporti tra i due paesi su cui inciderà l’accettazione degli USA a non vendere armi all’isola cinese o la visita di Obama al Dalai Lama. La questione della sicurezza coinvolge l’antiterrorismo in Afghanistan, in Pakistan e i tentativi di denuclearizzazione della Corea del Nord o la sicurezza in Africa, attraverso la soluzione dei problemi del Darfur. Si stanno mettendo le basi per il Trattato di Non Proliferazione Nucleare del 2010 (NPT) e della Conferenza sul Disarmo (CD) (US Department of The Treasury, 2009).
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