Lo scritto presenta l'attività di un milieu culturale operativo tra San Marino, Rimini e Bologna tra la fine degli anni sessanta e l'inizio degli anni settanta e narra di un episodio rimasto per ora isolato nella letteratura storico critica sul design: la I Biennale internazionale di metodologia globale della progettazione "Le forme dell'ambiente umano". L'evento sottende alcune anomalie, a partire della sua sede, Rimini, una città insolita nella mappa geopolitica del design italiano dell'epoca. In termini di periodizzazione, delinea la transizione tra la presunta "crisi" del design industriale italiano dei primi anni sessanta (registrata dopo l'apparente irrefrenabile ascesa mossa dal boom economico del dopoguerra), la sua contaminazione con gli eventi del 1968, con la nascita di forme "critiche e di contestazione" anche nelle culture del progetto, e la seconda ondata del radical design, ovvero quella forma di design che si sviluppa a partire dalla metà degli anni settanta sulla scia della celebre mostraItaly: The New Domestic Landscape al Museum of Modern Art di New York del 1972 e parallelamente alla crisi petrolifera del 1973. Proprio in questo periodo di transizione, tra la fine degli anni sessanta e l'inizio degli anni settanta, il legame tra professionisti e settore industriale si rafforza ma, allo stesso tempo, emerge una riflessione sull'identità del designer e le sue possibili responsabilità nei confronti della società. Nonostante queste peculiarità - che possono quasi sembrare marginalità - l'evento può aiutare a rileggere alcuni temi che contraddistinguono il dibattito delle culture del progetto di quegli anni.

Dossier “1970” — Design ed ecologia: punti di contatto a partire dalla mostra “Aggressività e violenza dell’uomo nei confronti dell’ambiente” (Rimini, 1970)

Elena Formia
2020

Abstract

Lo scritto presenta l'attività di un milieu culturale operativo tra San Marino, Rimini e Bologna tra la fine degli anni sessanta e l'inizio degli anni settanta e narra di un episodio rimasto per ora isolato nella letteratura storico critica sul design: la I Biennale internazionale di metodologia globale della progettazione "Le forme dell'ambiente umano". L'evento sottende alcune anomalie, a partire della sua sede, Rimini, una città insolita nella mappa geopolitica del design italiano dell'epoca. In termini di periodizzazione, delinea la transizione tra la presunta "crisi" del design industriale italiano dei primi anni sessanta (registrata dopo l'apparente irrefrenabile ascesa mossa dal boom economico del dopoguerra), la sua contaminazione con gli eventi del 1968, con la nascita di forme "critiche e di contestazione" anche nelle culture del progetto, e la seconda ondata del radical design, ovvero quella forma di design che si sviluppa a partire dalla metà degli anni settanta sulla scia della celebre mostraItaly: The New Domestic Landscape al Museum of Modern Art di New York del 1972 e parallelamente alla crisi petrolifera del 1973. Proprio in questo periodo di transizione, tra la fine degli anni sessanta e l'inizio degli anni settanta, il legame tra professionisti e settore industriale si rafforza ma, allo stesso tempo, emerge una riflessione sull'identità del designer e le sue possibili responsabilità nei confronti della società. Nonostante queste peculiarità - che possono quasi sembrare marginalità - l'evento può aiutare a rileggere alcuni temi che contraddistinguono il dibattito delle culture del progetto di quegli anni.
ALTRONOVECENTO
Elena Formia
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