L’articolo si propone di ripercorrere la narrativa politica di Nanni Balestrini per mappare le scene in cui viene posta al centro una violenza esercitata dal potere sui corpi; scene di forte impronta visuale che si inseriscono in un flusso di immagini ininterrotto dagli anni Settanta a oggi. Nello specifico, si esamina con particolare interesse la variante dell’esame autoptico: se infatti immagini di corpi morti affollano le pagine balestriniane, l’autopsia vi ricorre con una significatività che determina il costituirsi di un vero e proprio topos, con una stratificazione di significati fondamentali per comprendere la poetica dello scrittore milanese. Da una parte, l’autopsia è tentativo impossibile di sciogliere un enigma mediante l’enunciazione di una verità che viene puntualmente frantumata dall’autore, facendone implodere le contraddizioni, e mostrando il linguaggio dei media come forma di violenza; dall’altra, il corpo si fa metafora politica e testuale al tempo stesso. Se infatti è possibile interpretare l’esame autoptico come esempio per eccellenza della presa del potere sul corpo stesso, inscrivendo tali immagini nella concezione di una biopolitica, vi è altresì una corrispondenza tra la dissezione messa in atto dal medico sul cadavere e il procedimento di cut-up operato dall’autore sul testo per comporre le proprie sequenze.

«Risolverà drasticamente tutti i dubbi»? Un ‘topos autoptico’ nella narrativa politica di Nanni Balestrini

Beniamino Della Gala
2021

Abstract

L’articolo si propone di ripercorrere la narrativa politica di Nanni Balestrini per mappare le scene in cui viene posta al centro una violenza esercitata dal potere sui corpi; scene di forte impronta visuale che si inseriscono in un flusso di immagini ininterrotto dagli anni Settanta a oggi. Nello specifico, si esamina con particolare interesse la variante dell’esame autoptico: se infatti immagini di corpi morti affollano le pagine balestriniane, l’autopsia vi ricorre con una significatività che determina il costituirsi di un vero e proprio topos, con una stratificazione di significati fondamentali per comprendere la poetica dello scrittore milanese. Da una parte, l’autopsia è tentativo impossibile di sciogliere un enigma mediante l’enunciazione di una verità che viene puntualmente frantumata dall’autore, facendone implodere le contraddizioni, e mostrando il linguaggio dei media come forma di violenza; dall’altra, il corpo si fa metafora politica e testuale al tempo stesso. Se infatti è possibile interpretare l’esame autoptico come esempio per eccellenza della presa del potere sul corpo stesso, inscrivendo tali immagini nella concezione di una biopolitica, vi è altresì una corrispondenza tra la dissezione messa in atto dal medico sul cadavere e il procedimento di cut-up operato dall’autore sul testo per comporre le proprie sequenze.
Beniamino Della Gala
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