La proporzione di tagli cesarei (TC) sul totale dei parti ha subito negli ultimi decenni un costante incremento in molti paesi sia ad alto che a medio reddito. La proporzione italiana (pari al 38% nel 2005) è ormai da anni il valore più elevato a livello europeo (media europea: 23,7%) ed uno tra i valori più elevati al mondo. Non è noto quale sia la proporzione di TC corrispondente alla qualità ottimale delle cure, ma si ritiene che, in situazioni di sovra-utilizzazione, proporzioni più basse di TC rappresentino una migliore qualità dell’assistenza. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda come valore ideale una proporzione del 15%. Ci sono indicazioni assolute all’espletamento di un TC, ma anche indicazioni relative sulle quali non si hanno ancora evidenze scientifiche chiare. Inoltre la letteratura scientifica segnala sempre di più la presenza di determinanti “non clinici”, come il contesto sociale, culturale e sanitario, le conoscenze e le attitudini dei professionisti e le diverse aspettative e preferenze della madre. Il trend della proporzione dei TC mostra come, sia livello nazionale che regionale, non ci sia una tendenza alla riduzione. La proporzione nazionale è, infatti, aumentata dal 2001 al 2005 di 6 punti percentuali, passando dal 32% del 2001 al 38% del 2005. In questa edizione di Osservasalute descriviamo le proporzioni di TC totale con la suddivisione in TC primari e ripetuti. Il pregresso parto cesareo rappresenta una indicazione relativa all’esecuzione di un nuovo TC in una gravidanza successiva. La letteratura scientifica riporta infatti come nelle donne precedentemente cesarizzate sia un TC elettivo che un travaglio di prova sono associati a rischi e benefici. In quasi tutte le regioni i TC primari rappresentino circa i due terzi dei TC totali, anche se nelle regioni con più alta proporzione di TC il contributo, sia percentuale che sul totale dei parti, dei TC ripetuti è maggiore. A fronte di una proporzione media nazionale di TC ripetuti del 12,46% (2005) sul totale dei parti osserviamo in Campania, Basilicata e Sicilia proporzioni che si aggirano intorno al 20%. Se analizziamo il trend temporale negli anni 2001-2005 possiamo osservare che i TC ripetuti sono aumentati negli anni. Questi dati portano ad alcune considerazioni. Innanzitutto essendo il precedente cesareo un importante fattore di rischio per un successivo TC, anche in assenza di evidenze scientifiche certe, quando si operano confronti, vista le diversità tra regioni, è importante tenere distinti, come suggerisce la letteratura più recente, i TC primari e i TC ripetuti. La maggior parte dei tagli cesarei sono primari (i due terzi) e se si vogliono ottenere inversioni di tendenza nell’utilizzo di questa procedura è di fondamentale importanza concentrarsi su questi casi e studiare quali siano i determinanti clinici e non clinici, al fine di individuare i determinanti del taglio cesareo primario. Nelle regioni che hanno proporzioni di TC totali molto elevate aumenta in termini assoluti e relativi, nel tempo, la proporzione di TC ripetuti.

Parti Cesarei

FANTINI, MARIA PIA;DALLOLIO, LAURA;PIERI, GIULIA;CARRETTA, ELISA
2008

Abstract

La proporzione di tagli cesarei (TC) sul totale dei parti ha subito negli ultimi decenni un costante incremento in molti paesi sia ad alto che a medio reddito. La proporzione italiana (pari al 38% nel 2005) è ormai da anni il valore più elevato a livello europeo (media europea: 23,7%) ed uno tra i valori più elevati al mondo. Non è noto quale sia la proporzione di TC corrispondente alla qualità ottimale delle cure, ma si ritiene che, in situazioni di sovra-utilizzazione, proporzioni più basse di TC rappresentino una migliore qualità dell’assistenza. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda come valore ideale una proporzione del 15%. Ci sono indicazioni assolute all’espletamento di un TC, ma anche indicazioni relative sulle quali non si hanno ancora evidenze scientifiche chiare. Inoltre la letteratura scientifica segnala sempre di più la presenza di determinanti “non clinici”, come il contesto sociale, culturale e sanitario, le conoscenze e le attitudini dei professionisti e le diverse aspettative e preferenze della madre. Il trend della proporzione dei TC mostra come, sia livello nazionale che regionale, non ci sia una tendenza alla riduzione. La proporzione nazionale è, infatti, aumentata dal 2001 al 2005 di 6 punti percentuali, passando dal 32% del 2001 al 38% del 2005. In questa edizione di Osservasalute descriviamo le proporzioni di TC totale con la suddivisione in TC primari e ripetuti. Il pregresso parto cesareo rappresenta una indicazione relativa all’esecuzione di un nuovo TC in una gravidanza successiva. La letteratura scientifica riporta infatti come nelle donne precedentemente cesarizzate sia un TC elettivo che un travaglio di prova sono associati a rischi e benefici. In quasi tutte le regioni i TC primari rappresentino circa i due terzi dei TC totali, anche se nelle regioni con più alta proporzione di TC il contributo, sia percentuale che sul totale dei parti, dei TC ripetuti è maggiore. A fronte di una proporzione media nazionale di TC ripetuti del 12,46% (2005) sul totale dei parti osserviamo in Campania, Basilicata e Sicilia proporzioni che si aggirano intorno al 20%. Se analizziamo il trend temporale negli anni 2001-2005 possiamo osservare che i TC ripetuti sono aumentati negli anni. Questi dati portano ad alcune considerazioni. Innanzitutto essendo il precedente cesareo un importante fattore di rischio per un successivo TC, anche in assenza di evidenze scientifiche certe, quando si operano confronti, vista le diversità tra regioni, è importante tenere distinti, come suggerisce la letteratura più recente, i TC primari e i TC ripetuti. La maggior parte dei tagli cesarei sono primari (i due terzi) e se si vogliono ottenere inversioni di tendenza nell’utilizzo di questa procedura è di fondamentale importanza concentrarsi su questi casi e studiare quali siano i determinanti clinici e non clinici, al fine di individuare i determinanti del taglio cesareo primario. Nelle regioni che hanno proporzioni di TC totali molto elevate aumenta in termini assoluti e relativi, nel tempo, la proporzione di TC ripetuti.
Rapporto Osservasalute 2008. Stato di salute e qualità dell'assistenza nelle regioni italiane.
266
267
Fantini M.P.; Dallolio L.; Pieri G.; Carretta E.
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