In order to reach our goal (everyone’s emancipation – children and adult’s one), we offer to create Education Cities. The action research project we led from 2008 to 2013 thanks to subsidies from the “Fédération Wallonie-Bruxelles” got very positive results. It was run in kindergartens in three Belgian towns (Charleroi, Etterbeek and Péruwelz). It focused on co-education between school, family and community especially to stimulate three- to six-year-old children’s language development and to enrich parents’ educational practices. Moreover, we discovered the influence of a mascot called Polo. This cuddly toy travels from school to children’s homes and opens up a new world. Families visit new places, do unusual activities, communicate more. Children’s affective, cognitive and social needs are better fulfilled. The family dynamics is improved. When Polo goes back to school, the child who hosted it at the weekend relates the time spent together. New words are used in the classroom, different cultures are explained and environmental discoveries are examined. As you know, “ you learn by teaching”. So the child gets benefits from this approach because he or she is an actor inside the group to which he or she belongs. Of course the more people and organizations are involved, the more discoveries will be made. “Education is everyone’s responsibility” is certainly not an empty phrase.

Per rispondere alla finalità ambiziosa che è l'emancipazione di tutti, bambini ed adulti, proponiamo di creare delle Città dell'educazione. La ricerca-azione che abbiamo portato avanti dal 2008 al 2013, grazie ad una sovvenzione della Federazione Wallonie-Bruxelles, ha dato dei risultati molto positivi. È stata condotta nelle scuole dell’infanzia di tre città del Belgio (Charleroi, Etterbeek e Péruwelz) e ha messo l'accento sulla co-educazione scuola-famiglia-comunità allo scopo precipuo di stimolare il linguaggio dei bambini da 3 a 6 anni e di arricchire le pratiche educative parentali. Nel corso del progetto, inoltre, abbiamo scoperto il forte impatto che una piccola mascotte (chiamata Polo) ha avuto sul bambino e sull'adulto, viaggiando da scuola a casa e nella città. Polo “viaggia“ dalla scuola alla famiglia e viceversa, creando un'apertura ad un mondo nuovo. Con Polo, la famiglia visita dei luoghi nuovi, realizza delle attività insolite, comunica di più. Vengono maggiormente soddisfatti i bisogni affettivi, cognitivi e sociali del bambino. La dinamica familiare ne risulta migliorata. In seguito, il ritorno di Polo alla scuola suscita il dialogo, il racconto. In sezione nuove parole cominciano a circolare, si intravedono le differenze culturali, si fanno scoperte ambientaliste e se ne discute. E siccome si sa che “insegnare è apprendere”, il bambino/la bambina trae moltissimi vantaggi da questo approccio che gli attribuisce il ruolo di attore/attrice in seno al suo gruppo di appartenenza. va da sé che più numerose sono le persone e le entità implicate, più numerose saranno le scoperte. “L’educazione è affare di tutti” non è certamente una formula vana.

La Città dell’educazione. Agire insieme per l’emancipazione di tutti

ANNA PILERI
2017

Abstract

Per rispondere alla finalità ambiziosa che è l'emancipazione di tutti, bambini ed adulti, proponiamo di creare delle Città dell'educazione. La ricerca-azione che abbiamo portato avanti dal 2008 al 2013, grazie ad una sovvenzione della Federazione Wallonie-Bruxelles, ha dato dei risultati molto positivi. È stata condotta nelle scuole dell’infanzia di tre città del Belgio (Charleroi, Etterbeek e Péruwelz) e ha messo l'accento sulla co-educazione scuola-famiglia-comunità allo scopo precipuo di stimolare il linguaggio dei bambini da 3 a 6 anni e di arricchire le pratiche educative parentali. Nel corso del progetto, inoltre, abbiamo scoperto il forte impatto che una piccola mascotte (chiamata Polo) ha avuto sul bambino e sull'adulto, viaggiando da scuola a casa e nella città. Polo “viaggia“ dalla scuola alla famiglia e viceversa, creando un'apertura ad un mondo nuovo. Con Polo, la famiglia visita dei luoghi nuovi, realizza delle attività insolite, comunica di più. Vengono maggiormente soddisfatti i bisogni affettivi, cognitivi e sociali del bambino. La dinamica familiare ne risulta migliorata. In seguito, il ritorno di Polo alla scuola suscita il dialogo, il racconto. In sezione nuove parole cominciano a circolare, si intravedono le differenze culturali, si fanno scoperte ambientaliste e se ne discute. E siccome si sa che “insegnare è apprendere”, il bambino/la bambina trae moltissimi vantaggi da questo approccio che gli attribuisce il ruolo di attore/attrice in seno al suo gruppo di appartenenza. va da sé che più numerose sono le persone e le entità implicate, più numerose saranno le scoperte. “L’educazione è affare di tutti” non è certamente una formula vana.
Jean Pierre Pourtois e Huguette Desmet
La Cité de l'éducation. Agir ensemble pour l'émancipation de tous
ANNA PILERI
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