Come nota Élizabeth Crouzet-Pavan nella prefazione al volume, nell’ambito di un tema storiografico divenuto centrale a partire dalla seconda metà del Novecento come la storia della famiglia e delle strutture familiari, il matrimonio e la coppia hanno rappresentato materia di elezione, quali fondamenta incontrastate del tessuto della società medievale in virtù del dogma dell’indissolubilità del legame coniugale. Un’ampia produzione critica ha, infatti, analizzato nella diacronia dei secoli medievali l’istituzione matrimoniale come garante della coesione sociale sotto l’aspetto prescrittivo, giuridico, normativo, economico, materiale, affettivo. Uno dei risultati più recenti di questo slancio ermeneutico è rappresentato dalla definitiva presa d’atto che pure nel Medioevo, malgrado la presenza di un quadro normativo - in primis religioso ma anche civile - fondato sul dogma della vita in comune, la coppia «comme toutes les constructions sociales, est une donnée soumise au changement, variable aussi bien dans le temps court que dans la longue durée» . Le relazioni matrimoniali hanno conosciuto, dunque, in epoca medievale la stessa varietà di declinazioni e sfumature e la stessa molteplicità di forme e pratiche esistenziali che hanno caratterizzato la coppia come istituzione sociale nelle altre fasi storiche. In tal senso, gli studi sulla separazione coniugale nel Medioevo stanno assumendo un’importanza crescente, fermi restando i limiti posti dalla disponibilità delle fonti, ovvero prendendo atto che - come quasi sempre accade, peraltro, quando si indagano cadenze lontane - la documentazione e il corpus testuale di riferimento permettono di analizzare solo alcune categorie della popolazione e non l’intero quadro della società. La «véritable histoire pragmatique de la conjugalité» condotta da Stéphanie Richard si colloca, dunque, all’interno di un percorso storiografico consolidato nell’ambito del quale l’Autrice ha saputo enucleare un soggetto ancora in parte inesplorato come le separazioni dell’alta aristocrazia bassomedievale (‘séparations conjugales princières’) assumendo come caso di studio le vicende della casata di Orléans fra il 1372 e il 1498.

Stéphanie Richard, Vie et morts des couples princiers. Les séparations conjugales dans la Maison d’Orléans, Paris, Classiques Garnier, 2019, pp. xxiii-586 (Bibliothèque d’histoire médiévale sous la direction de Martin Aurell, Élisabeth Crouzet-Pavan et Michel Sot, 23).

Francesca Roversi Monaco
2020

Abstract

Come nota Élizabeth Crouzet-Pavan nella prefazione al volume, nell’ambito di un tema storiografico divenuto centrale a partire dalla seconda metà del Novecento come la storia della famiglia e delle strutture familiari, il matrimonio e la coppia hanno rappresentato materia di elezione, quali fondamenta incontrastate del tessuto della società medievale in virtù del dogma dell’indissolubilità del legame coniugale. Un’ampia produzione critica ha, infatti, analizzato nella diacronia dei secoli medievali l’istituzione matrimoniale come garante della coesione sociale sotto l’aspetto prescrittivo, giuridico, normativo, economico, materiale, affettivo. Uno dei risultati più recenti di questo slancio ermeneutico è rappresentato dalla definitiva presa d’atto che pure nel Medioevo, malgrado la presenza di un quadro normativo - in primis religioso ma anche civile - fondato sul dogma della vita in comune, la coppia «comme toutes les constructions sociales, est une donnée soumise au changement, variable aussi bien dans le temps court que dans la longue durée» . Le relazioni matrimoniali hanno conosciuto, dunque, in epoca medievale la stessa varietà di declinazioni e sfumature e la stessa molteplicità di forme e pratiche esistenziali che hanno caratterizzato la coppia come istituzione sociale nelle altre fasi storiche. In tal senso, gli studi sulla separazione coniugale nel Medioevo stanno assumendo un’importanza crescente, fermi restando i limiti posti dalla disponibilità delle fonti, ovvero prendendo atto che - come quasi sempre accade, peraltro, quando si indagano cadenze lontane - la documentazione e il corpus testuale di riferimento permettono di analizzare solo alcune categorie della popolazione e non l’intero quadro della società. La «véritable histoire pragmatique de la conjugalité» condotta da Stéphanie Richard si colloca, dunque, all’interno di un percorso storiografico consolidato nell’ambito del quale l’Autrice ha saputo enucleare un soggetto ancora in parte inesplorato come le separazioni dell’alta aristocrazia bassomedievale (‘séparations conjugales princières’) assumendo come caso di studio le vicende della casata di Orléans fra il 1372 e il 1498.
Francesca Roversi Monaco
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