Il sessismo e l’omofobia possono impattare negativamente sul benessere organizzativo del luogo di lavoro e sul clima emotivo percepito dalle donne e dai/lle lavoratori/trici lesbiche, gay, bisessuali e transgender. Una tra le buone prassi per promuovere benessere organizzativo e migliorare il clima emotivo consiste nel proporre nei differenti contesti di lavoro interventi di contrasto al sessismo e all’omofobia. Questo lavoro ha l’obiettivo di presentare un modello di intervento innovativo di contrasto al sessismo e all’omofobia rivolto al Personale Tecnico Amministrativo dell’Università. Tale modello di «diversity training» è strutturato in due moduli e prevede metodologie basate sul costruttivismo e sul socio-costruttivismo, e sulla metariflessione degli aspetti motivazionaliaffettivi. In totale, hanno preso parte al training 84 partecipanti, di cui 63 persone tra i 34 e i 65 anni hanno correttamente partecipato al processo di valutazione che si è svolto in 3 tempi (pre, post e follow-up). I risultati indicano che il modello formativo è risultato interessante ed utile in relazione al proprio lavoro e alle relazioni intra- ed extraaccademiche, e che ha inciso sull’acquisizione di conoscenze di base relative all’identità sessuale.

Azioni di contrasto al sessismo e all’omofobia (ACSO): un modello di intervento per promuovere il benessere organizzativo nel Personale Tecnico Amministrativo dell’Università

Elena Luppi
;
2020

Abstract

Il sessismo e l’omofobia possono impattare negativamente sul benessere organizzativo del luogo di lavoro e sul clima emotivo percepito dalle donne e dai/lle lavoratori/trici lesbiche, gay, bisessuali e transgender. Una tra le buone prassi per promuovere benessere organizzativo e migliorare il clima emotivo consiste nel proporre nei differenti contesti di lavoro interventi di contrasto al sessismo e all’omofobia. Questo lavoro ha l’obiettivo di presentare un modello di intervento innovativo di contrasto al sessismo e all’omofobia rivolto al Personale Tecnico Amministrativo dell’Università. Tale modello di «diversity training» è strutturato in due moduli e prevede metodologie basate sul costruttivismo e sul socio-costruttivismo, e sulla metariflessione degli aspetti motivazionaliaffettivi. In totale, hanno preso parte al training 84 partecipanti, di cui 63 persone tra i 34 e i 65 anni hanno correttamente partecipato al processo di valutazione che si è svolto in 3 tempi (pre, post e follow-up). I risultati indicano che il modello formativo è risultato interessante ed utile in relazione al proprio lavoro e alle relazioni intra- ed extraaccademiche, e che ha inciso sull’acquisizione di conoscenze di base relative all’identità sessuale.
Vincenzo Bochicchio, Elena Luppi, Roberto Baiocco, Giovanna Vingelli, Cristiano Scandurra
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