Negli ultimi trenta anni si è avuto un profondo cambiamento nel concetto di vacanza. Se nell’epoca dei consumi di massa, essa era in genere concepita come una evasione dalla vita quotidiana e dai suoi ritmi e rituali (e quindi anche dalla dimensione urbana), oggi essa è diventata l’occasione per vivere esperienze più intense di quelle che offre la vita di tutti i giorni. Si tenga conto che molte delle attività ricreative offerte dalle destinazioni turistiche sono disponibili anche nelle città residenziali o manifatturiere e, quindi, in vacanza esse devono assumere una dimensione memorabile. L’attenzione alle esperienze ha prodotto due importanti conseguenze: ha reso le città particolarmente interessanti agli occhi dei turisti, che spesso dedicano molto tempo ad esperienze “urbane” anche quando sono al mare o in montagna; ha posto l’esigenza di una collaborazione più stretta fra i tradizionali settori turistici, come l’accoglienza, e il resto dell’economia e della cultura locale e nazionale. Infatti, la catena del valore del settore si è fatta sempre più lunga ed articolata, includendo i locali pubblici, le istituzioni e le imprese culturali, il cibo nelle sue varie dimensioni, la gestione di impianti sportivi. Anche le attività manifatturiere a volte si sono trasformate in attrazioni, grazie alla creazione di spacci aziendali oppure di musei di impresa. Questo cambiamento è stato colto con una certa lentezza nel nostro paese, indebolendone la capacità di attirare visitatori. Tuttavia, alcune realtà si sono mostrate più dinamiche di altre, riuscendo ad attirare quote crescenti di turisti. I tre casi che abbiamo scelto di presentare, sono paradigmatici. La provincia di Bolzano è l’esempio di una destinazione matura che riesce a rafforzare la sua proposta attraverso un fortissimo investimento nella cultura. Cremona è l’esempio di un percorso che ancora non si è completato. La città ha cercato di proporsi come destinazione turistica, valorizzando il patrimonio immateriale dell’arte dei liutai. Dopo un inizio molto soddisfacente, l’andamento delle presenze turistiche è diventato stazionario. Bologna, invece, è l’esempio di una città che è riuscita a proporsi come destinazione turistica grazie a grandi investimenti e ad un forte impegno per stimolare la collaborazione fra i diversi stakeholder. In conclusione solo chi ha ben compreso che il turismo è un’industria che necessita di investimenti e di capacità innovativa, ha potuto incrementare i flussi turistici.

Incrociando innovazione culturale e cambiamento tecnologico.Come è cambiata la catena del valore del settore turistico negli ultimi trent'anni

Battilani
2019

Abstract

Negli ultimi trenta anni si è avuto un profondo cambiamento nel concetto di vacanza. Se nell’epoca dei consumi di massa, essa era in genere concepita come una evasione dalla vita quotidiana e dai suoi ritmi e rituali (e quindi anche dalla dimensione urbana), oggi essa è diventata l’occasione per vivere esperienze più intense di quelle che offre la vita di tutti i giorni. Si tenga conto che molte delle attività ricreative offerte dalle destinazioni turistiche sono disponibili anche nelle città residenziali o manifatturiere e, quindi, in vacanza esse devono assumere una dimensione memorabile. L’attenzione alle esperienze ha prodotto due importanti conseguenze: ha reso le città particolarmente interessanti agli occhi dei turisti, che spesso dedicano molto tempo ad esperienze “urbane” anche quando sono al mare o in montagna; ha posto l’esigenza di una collaborazione più stretta fra i tradizionali settori turistici, come l’accoglienza, e il resto dell’economia e della cultura locale e nazionale. Infatti, la catena del valore del settore si è fatta sempre più lunga ed articolata, includendo i locali pubblici, le istituzioni e le imprese culturali, il cibo nelle sue varie dimensioni, la gestione di impianti sportivi. Anche le attività manifatturiere a volte si sono trasformate in attrazioni, grazie alla creazione di spacci aziendali oppure di musei di impresa. Questo cambiamento è stato colto con una certa lentezza nel nostro paese, indebolendone la capacità di attirare visitatori. Tuttavia, alcune realtà si sono mostrate più dinamiche di altre, riuscendo ad attirare quote crescenti di turisti. I tre casi che abbiamo scelto di presentare, sono paradigmatici. La provincia di Bolzano è l’esempio di una destinazione matura che riesce a rafforzare la sua proposta attraverso un fortissimo investimento nella cultura. Cremona è l’esempio di un percorso che ancora non si è completato. La città ha cercato di proporsi come destinazione turistica, valorizzando il patrimonio immateriale dell’arte dei liutai. Dopo un inizio molto soddisfacente, l’andamento delle presenze turistiche è diventato stazionario. Bologna, invece, è l’esempio di una città che è riuscita a proporsi come destinazione turistica grazie a grandi investimenti e ad un forte impegno per stimolare la collaborazione fra i diversi stakeholder. In conclusione solo chi ha ben compreso che il turismo è un’industria che necessita di investimenti e di capacità innovativa, ha potuto incrementare i flussi turistici.
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