La critique génétique francese e la filologia d’autore italiana hanno nella critica delle varianti di Gianfranco Contini – da lui, in polemica con Benedetto Croce, denominata “critica degli scartafacci” – una matrice storica comune, che va fatta risalire allo studio delle correzioni d’autore applicato a scrittori tanto italiani, come Ariosto (1937), Petrarca (1941) e Leopardi (1947), che francesi, come Proust (1947) e Mallarmé (1948), ma anche alle riflessioni sul “significato teorico dello studio delle correzioni”, che ne riconosce la portata filosofica nel “dover essere”, nella “evoluzione infinita” della poesia, risalente a Mallarmé, ma soprattutto a Valery, come ha mostrato il manoscritto di una lezione tenuta in Svizzera nel 1944. Il presente contributo ricostruisce l’origine di queste idee attraverso lo studio delle correzioni del manoscritto della “Critica degli scartafacci” (l’articolo pubblicato nel 1948 in polemica con Croce), e offre al contempo un esempio illuminante – una vera e propria mise en abyme – di “come lavorava Contini”.

Aux origines de la “Critique des brouillons”, “Genesis”, 2019, pp. 47-59

Paola Maria Carmela Italia
2019

Abstract

La critique génétique francese e la filologia d’autore italiana hanno nella critica delle varianti di Gianfranco Contini – da lui, in polemica con Benedetto Croce, denominata “critica degli scartafacci” – una matrice storica comune, che va fatta risalire allo studio delle correzioni d’autore applicato a scrittori tanto italiani, come Ariosto (1937), Petrarca (1941) e Leopardi (1947), che francesi, come Proust (1947) e Mallarmé (1948), ma anche alle riflessioni sul “significato teorico dello studio delle correzioni”, che ne riconosce la portata filosofica nel “dover essere”, nella “evoluzione infinita” della poesia, risalente a Mallarmé, ma soprattutto a Valery, come ha mostrato il manoscritto di una lezione tenuta in Svizzera nel 1944. Il presente contributo ricostruisce l’origine di queste idee attraverso lo studio delle correzioni del manoscritto della “Critica degli scartafacci” (l’articolo pubblicato nel 1948 in polemica con Croce), e offre al contempo un esempio illuminante – una vera e propria mise en abyme – di “come lavorava Contini”.
Paola Maria Carmela Italia
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