I bambini imparano a comprendere e a produrre le parole nei primi anni di vita in modo non consapevole all’interno di contesti comunicativi significativi: percepiscono il linguaggio e sono sensibili alle modalità comunicative non verbali e verbali fin dalle primissime fasi dello sviluppo e gradualmente passano da una produzione non intenzionale a una produzione intenzionale di espressioni comunicative (si pensi al pianto, al sorriso e alle prime produzioni vocali). A partire dagli ultimi mesi del primo anno di vita, i bambini iniziano ad associare le espressioni (i significanti) ai contenuti (i significati), prima in comprensione poi in produzione, dapprima sulla base di contingenze temporali e spaziali (ad esempio, mediante gesti, quali indicare, mostrare e dare, per individuare oggetti/eventi nell’ambiente circostante) e di somiglianze (ad esempio, mediante l’uso di onomatopee e gesti simbolici) fino ad arrivare, tra il secondo e il terzo anno di vita, all’uso di simboli convenzionali e arbitrari (parole) e alla loro combinazione in frasi. Inizialmente le parole riguardano persone, oggetti, azioni, caratteristiche e qualità dei contesti quotidiani in cui il bambino interagisce con gli adulti e con i pari. Progressivamente le parole diventano uno strumento per fare riferimento anche a eventi passati e futuri e a stati interni, quali percezioni, emozioni, credenze, propri e degli altri. Tra l’età prescolare e l’età scolare i bambini sviluppano inoltre competenze metacomunicative e metalinguistiche che permetteranno di raggiungere una comunicazione efficace variando l’uso delle modalità non verbali e verbali in funzione del contesto e della cultura di appartenenza. Questo capitolo, partendo dalla definizione di linguaggio, delle sue componenti e delle sue funzioni, illustra lo sviluppo comunicativo-linguistico dai primi tempi di vita all’età scolare, evidenziando la continua interazione tra predisposizioni biologiche ed esperienza comunicativa-linguistica e le relazioni con gli altri domini evolutivi. Presenta inoltre alcuni esempi di sviluppo comunicativo-linguistico in popolazioni con sviluppo atipico, mettendo in evidenza l’ampia variabilità sia tra condizioni di sviluppo atipico sia interindividuale e le strategie per favorire lo sviluppo comunicativo-linguistico.

Sviluppo della comunicazione e del linguaggio nei contesti quotidiani

Sansavini Alessandra
2019

Abstract

I bambini imparano a comprendere e a produrre le parole nei primi anni di vita in modo non consapevole all’interno di contesti comunicativi significativi: percepiscono il linguaggio e sono sensibili alle modalità comunicative non verbali e verbali fin dalle primissime fasi dello sviluppo e gradualmente passano da una produzione non intenzionale a una produzione intenzionale di espressioni comunicative (si pensi al pianto, al sorriso e alle prime produzioni vocali). A partire dagli ultimi mesi del primo anno di vita, i bambini iniziano ad associare le espressioni (i significanti) ai contenuti (i significati), prima in comprensione poi in produzione, dapprima sulla base di contingenze temporali e spaziali (ad esempio, mediante gesti, quali indicare, mostrare e dare, per individuare oggetti/eventi nell’ambiente circostante) e di somiglianze (ad esempio, mediante l’uso di onomatopee e gesti simbolici) fino ad arrivare, tra il secondo e il terzo anno di vita, all’uso di simboli convenzionali e arbitrari (parole) e alla loro combinazione in frasi. Inizialmente le parole riguardano persone, oggetti, azioni, caratteristiche e qualità dei contesti quotidiani in cui il bambino interagisce con gli adulti e con i pari. Progressivamente le parole diventano uno strumento per fare riferimento anche a eventi passati e futuri e a stati interni, quali percezioni, emozioni, credenze, propri e degli altri. Tra l’età prescolare e l’età scolare i bambini sviluppano inoltre competenze metacomunicative e metalinguistiche che permetteranno di raggiungere una comunicazione efficace variando l’uso delle modalità non verbali e verbali in funzione del contesto e della cultura di appartenenza. Questo capitolo, partendo dalla definizione di linguaggio, delle sue componenti e delle sue funzioni, illustra lo sviluppo comunicativo-linguistico dai primi tempi di vita all’età scolare, evidenziando la continua interazione tra predisposizioni biologiche ed esperienza comunicativa-linguistica e le relazioni con gli altri domini evolutivi. Presenta inoltre alcuni esempi di sviluppo comunicativo-linguistico in popolazioni con sviluppo atipico, mettendo in evidenza l’ampia variabilità sia tra condizioni di sviluppo atipico sia interindividuale e le strategie per favorire lo sviluppo comunicativo-linguistico.
Manuale di psicologia dello sviluppo
255
292
Sansavini Alessandra
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