Il contributo, frutto della collaborazione tra Università e Ministero per i Beni e le Attività Culturali, indaga in maniera approfondita un tema finora trascurato dalla critica scientifica, ossia l’eventuale presenza, l’entità e le caratteristiche delle delimitazioni urbane nei centri etruschi della Valle del Po. La questione si configura come un nodo di non facile soluzione in un contesto territoriale in cui per lo più mancano vere e proprie mura urbane. Tuttavia l’indagine condotta a partire da scavi archeologici recenti nei vari contesti urbani (a Felsina, Spina, Bagnolo San Vito – Mantova, Ravenna) e dallo studio dei documenti di archivio (Marzabotto) ha portato in tutti i casi al riconoscimento della presenza di una precisa delimitazione della città, seppur realizzata in materiali deperibili e attraverso l’uso di palizzate, aggeri e fossati (con la sola eccezione di Ravenna che si colloca in un orizzonte cronologico più tardo). La scoperta è di grandissima portata, sia per ovvie ragioni storiche e culturali legate alla conoscenza degli Etruschi e della dimensione che più profondamente caratterizzò questo popolo, ovvero quella urbana, sia per la possibilità di generalizzare la situazione delineata a tutti i contesti urbani noti dell’Etruria padana, con caratteristiche analoghe e “nazionali” a cui si congiungono scelte particolari e locali strettamente dipendenti dalla situazione geomorfologica specifica dei singoli centri e dalla disponibilità di materie prime locali.

La città e i suoi limiti in Etruria padana

MALNATI, LUIGI;SASSATELLI, GIUSEPPE
2008

Abstract

Il contributo, frutto della collaborazione tra Università e Ministero per i Beni e le Attività Culturali, indaga in maniera approfondita un tema finora trascurato dalla critica scientifica, ossia l’eventuale presenza, l’entità e le caratteristiche delle delimitazioni urbane nei centri etruschi della Valle del Po. La questione si configura come un nodo di non facile soluzione in un contesto territoriale in cui per lo più mancano vere e proprie mura urbane. Tuttavia l’indagine condotta a partire da scavi archeologici recenti nei vari contesti urbani (a Felsina, Spina, Bagnolo San Vito – Mantova, Ravenna) e dallo studio dei documenti di archivio (Marzabotto) ha portato in tutti i casi al riconoscimento della presenza di una precisa delimitazione della città, seppur realizzata in materiali deperibili e attraverso l’uso di palizzate, aggeri e fossati (con la sola eccezione di Ravenna che si colloca in un orizzonte cronologico più tardo). La scoperta è di grandissima portata, sia per ovvie ragioni storiche e culturali legate alla conoscenza degli Etruschi e della dimensione che più profondamente caratterizzò questo popolo, ovvero quella urbana, sia per la possibilità di generalizzare la situazione delineata a tutti i contesti urbani noti dell’Etruria padana, con caratteristiche analoghe e “nazionali” a cui si congiungono scelte particolari e locali strettamente dipendenti dalla situazione geomorfologica specifica dei singoli centri e dalla disponibilità di materie prime locali.
Atti del XXV Convegno di Studi Etruschi ed Italici
429
469
L.Malnati; G.Sassatelli
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