Il canto XII dell’Inferno è stato visto prevalentemente come un’unione di parti diverse: il Minotauro, i centauri, poi i peccatori immersi nel sangue bollente… un canto privo di un centro vero e proprio. Ma è il fiume, in realtà, ad assicurare l’unità al canto: alla luce degli studi più recenti sul tema del sangue, il canto appare come un atto di denuncia fortissimo contro la violenza politica dei tempi di Dante. Dai predoni locali come Rinieri da Corneto ai signori feudali come Ezzelino da Romano, ai protagonisti dei più cupi intrighi internazionali, si può dire che la cronaca del Duecento europeo si ritrovi tutta in questi versi. Il canto non a caso culmina con l’immagine del cuore di Enrico di Cornovaglia, trafitto in chiesa e grondante sangue per sempre: e se si accostano la visione classica del cuore e del sangue, quella degli scienziati tardoantichi e medievali, con il punto di vista dei maggiori pensatori cristiani e con quello di Dante stesso – espresso nel Convivio –, il canto XII appare in tutta la sua complessità, e si rivela come un testo profondamente unitario.

«Ancor si cola»: una lettura di Inferno XII

sebastiana nobili
2019

Abstract

Il canto XII dell’Inferno è stato visto prevalentemente come un’unione di parti diverse: il Minotauro, i centauri, poi i peccatori immersi nel sangue bollente… un canto privo di un centro vero e proprio. Ma è il fiume, in realtà, ad assicurare l’unità al canto: alla luce degli studi più recenti sul tema del sangue, il canto appare come un atto di denuncia fortissimo contro la violenza politica dei tempi di Dante. Dai predoni locali come Rinieri da Corneto ai signori feudali come Ezzelino da Romano, ai protagonisti dei più cupi intrighi internazionali, si può dire che la cronaca del Duecento europeo si ritrovi tutta in questi versi. Il canto non a caso culmina con l’immagine del cuore di Enrico di Cornovaglia, trafitto in chiesa e grondante sangue per sempre: e se si accostano la visione classica del cuore e del sangue, quella degli scienziati tardoantichi e medievali, con il punto di vista dei maggiori pensatori cristiani e con quello di Dante stesso – espresso nel Convivio –, il canto XII appare in tutta la sua complessità, e si rivela come un testo profondamente unitario.
sebastiana nobili
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