Riassunto: La persona con demenza (PCD) può esprimere abilità sociali (Sabat S.R. e Gladstone C.M., 2010): nel racconto della propria vita queste emergono tanto meglio, quanto più la narrazione è supportata da un familiare in grado di sostenere e aiutare il narratore a costruire con linearità cronologica il racconto. Obiettivo: Poiché i giovani sembrano coadiuvare meglio le narrazioni (Chung J.C., 2009), nel presente lavoro di ricerca ci si è focalizzati sull’acquisizione di informazioni relative al possibile effetto modulatorio che l’interazione con un familiare adulto (e.g., consorte o figli) potesse avere rispetto all’interazione con un famigliare giovane (e.g., nipoti o figli giovani) in termini di abilità sociali, identità e performance della narrazione. Metodi: I partecipanti sono stati reclutati all’interno di centri d’incontro ubicati a Bologna e Modena. In totale erano 28 tra familiari adulti, giovani e PCD suddivisi in due gruppi: interazione del PCD con il familiare giovane; interazione del PCD con il familiare adulto. I PCD hanno prima svolto un laboratorio di reminiscenza in gruppo e poi le interviste in coppia. Le interviste trascritte sono state poi analizzate attraverso una content analysis. Risultati: Sono state confermate le abilità sociali delle PCD. Sebbene non siano emerse differenze per quanto riguarda l’identità e la performance del racconto, i giovani supportavano il racconto aiutando il narratore a direzionarsi verso una narrazione efficace e a significato condiviso, evitando che questi perdesse il filo del racconto; gli adulti tendevano maggiormente a commentare e a limitare il racconto, fino ad arrivare a mettersi a narrare in prima persona l’accaduto. Conclusioni: Dallo studio emerge il ruolo attivo della PCD: in interazione con il familiare giovane, la PCD riesce meglio a farsi carico del ruolo di messaggero di conoscenze relative a culture e momenti passati.

Storytelling e supporto alla narrazione: strumenti per il dialogo e la riscoperta inter-generazionale

Chattat R.;Ottoboni G.
2019

Abstract

Riassunto: La persona con demenza (PCD) può esprimere abilità sociali (Sabat S.R. e Gladstone C.M., 2010): nel racconto della propria vita queste emergono tanto meglio, quanto più la narrazione è supportata da un familiare in grado di sostenere e aiutare il narratore a costruire con linearità cronologica il racconto. Obiettivo: Poiché i giovani sembrano coadiuvare meglio le narrazioni (Chung J.C., 2009), nel presente lavoro di ricerca ci si è focalizzati sull’acquisizione di informazioni relative al possibile effetto modulatorio che l’interazione con un familiare adulto (e.g., consorte o figli) potesse avere rispetto all’interazione con un famigliare giovane (e.g., nipoti o figli giovani) in termini di abilità sociali, identità e performance della narrazione. Metodi: I partecipanti sono stati reclutati all’interno di centri d’incontro ubicati a Bologna e Modena. In totale erano 28 tra familiari adulti, giovani e PCD suddivisi in due gruppi: interazione del PCD con il familiare giovane; interazione del PCD con il familiare adulto. I PCD hanno prima svolto un laboratorio di reminiscenza in gruppo e poi le interviste in coppia. Le interviste trascritte sono state poi analizzate attraverso una content analysis. Risultati: Sono state confermate le abilità sociali delle PCD. Sebbene non siano emerse differenze per quanto riguarda l’identità e la performance del racconto, i giovani supportavano il racconto aiutando il narratore a direzionarsi verso una narrazione efficace e a significato condiviso, evitando che questi perdesse il filo del racconto; gli adulti tendevano maggiormente a commentare e a limitare il racconto, fino ad arrivare a mettersi a narrare in prima persona l’accaduto. Conclusioni: Dallo studio emerge il ruolo attivo della PCD: in interazione con il familiare giovane, la PCD riesce meglio a farsi carico del ruolo di messaggero di conoscenze relative a culture e momenti passati.
Sanchioni, A., Chattat, R., Ottoboni, G.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11585/713531
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