Il saggio costituisce un'introduzione alla ripubblicazione del saggio di Massimo Mila "La Resistenza nella musica moderna", del 1965, sullo stesso numero 119 di Musica/Realtà. Il saggio contestualizza il pensiero di Mila nell’àmbito della retorica della Resistenza che per ragioni ideologiche si affermò in Italia negli anni tra i Sessanta e i Settanta. L’argomentazione si svolge sullo sfondo di tre temi rilevanti del dibattito musicale italiano dell’epoca: l’impegno degli intellettuali, il rapporto tra musica e società, la recezione del pensiero di Adorno. Il saggio dimostra l'interdipendenza di questi tre temi in prospettiva storica. Rispetto al periodo considerato, esso entra nel merito delle relazioni tra "musica leggera" e "musica colta"; delinea i fenomeni musicali nuovi nel campo della musica popolare (la nascita dei cantautori e l'avvio della ricerca sul campo dedicata al canto sociale e di protesta, contadino e operaio) e l'attenzione ad essi rivolta da alcuni compositori "colti" come Giacomo Manzoni, Luigi Nono, Luciano Berio; Bruno Moderna; si sofferma sulla categoria di 'antifascismo' e di Resistenza rilanciate quali radici dei valori progressisti e dell'impegno civile; evidenzia quali furono i principali cambiamenti nel mondo della musica all'interno del movimento innovativo che percorreva l'Italia sul piano sociale, politico e culturale; ripercorre i motivi principali del dibattito su Adorno, l'espressionismo e l'impegno. Su questo panorama complesso, il saggio fa risaltare poi quale fu la posizione di Mila e il senso dell'articolo che Musica/Realtà ripubblica.
Cuomo, C. (2019). Massimo Mila, la musica e la Resistenza. MUSICA/REALTA', 119 (luglio 2019), 235-242.
Massimo Mila, la musica e la Resistenza
Carla Cuomo
2019
Abstract
Il saggio costituisce un'introduzione alla ripubblicazione del saggio di Massimo Mila "La Resistenza nella musica moderna", del 1965, sullo stesso numero 119 di Musica/Realtà. Il saggio contestualizza il pensiero di Mila nell’àmbito della retorica della Resistenza che per ragioni ideologiche si affermò in Italia negli anni tra i Sessanta e i Settanta. L’argomentazione si svolge sullo sfondo di tre temi rilevanti del dibattito musicale italiano dell’epoca: l’impegno degli intellettuali, il rapporto tra musica e società, la recezione del pensiero di Adorno. Il saggio dimostra l'interdipendenza di questi tre temi in prospettiva storica. Rispetto al periodo considerato, esso entra nel merito delle relazioni tra "musica leggera" e "musica colta"; delinea i fenomeni musicali nuovi nel campo della musica popolare (la nascita dei cantautori e l'avvio della ricerca sul campo dedicata al canto sociale e di protesta, contadino e operaio) e l'attenzione ad essi rivolta da alcuni compositori "colti" come Giacomo Manzoni, Luigi Nono, Luciano Berio; Bruno Moderna; si sofferma sulla categoria di 'antifascismo' e di Resistenza rilanciate quali radici dei valori progressisti e dell'impegno civile; evidenzia quali furono i principali cambiamenti nel mondo della musica all'interno del movimento innovativo che percorreva l'Italia sul piano sociale, politico e culturale; ripercorre i motivi principali del dibattito su Adorno, l'espressionismo e l'impegno. Su questo panorama complesso, il saggio fa risaltare poi quale fu la posizione di Mila e il senso dell'articolo che Musica/Realtà ripubblica.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.