Questo contributo presenta il percorso di grammaticalizzazione, all’apparenza alquanto peculiare, che ha portato dal nome proprio "Bahatur" (un antico prestito di origine bulgaro-turca) all’attuale morfema concessivo ungherese "bár", passando per l’aggettivo "bátor" ‘coraggioso’ e per l’avverbio modale di predicato "bátran" ‘coraggiosamente’, per il focalizzatore scalare ed avverbio di atteggiamento proposizionale "bátor" (poi "bár") ‘almeno / magari’, e per il morfema concessivo "bátor"; tale sviluppo diacronico si allinea ai parametri evolutivi previsti: l’erosione fonetica, l’indebolimento semantico (con il passaggio dai significati più concreti e prototipicamente lessicali dell’aggettivo e dell’avverbio modale di predicato a quelli più astratti e prototipicamente grammaticali del focalizzatore scalare ed avverbio di atteggiamento proposizionale e del morfema concessivo), la decategorializzazione con perdita di autonomia sintattica, e l’ampliamento e la generalizzazione contestuali. Per situare "bár" nel suo micro-sistema grammaticale vengono però prima descritti i tre tipi di costrutti concessivi che come in molte altre lingue esistono anche nell’ungherese contemporaneo.

Un nome proprio può subire un processo di grammaticalizzazione? Da "Bahatur" a "bár" in ungherese

marco mazzoleni
2019

Abstract

Questo contributo presenta il percorso di grammaticalizzazione, all’apparenza alquanto peculiare, che ha portato dal nome proprio "Bahatur" (un antico prestito di origine bulgaro-turca) all’attuale morfema concessivo ungherese "bár", passando per l’aggettivo "bátor" ‘coraggioso’ e per l’avverbio modale di predicato "bátran" ‘coraggiosamente’, per il focalizzatore scalare ed avverbio di atteggiamento proposizionale "bátor" (poi "bár") ‘almeno / magari’, e per il morfema concessivo "bátor"; tale sviluppo diacronico si allinea ai parametri evolutivi previsti: l’erosione fonetica, l’indebolimento semantico (con il passaggio dai significati più concreti e prototipicamente lessicali dell’aggettivo e dell’avverbio modale di predicato a quelli più astratti e prototipicamente grammaticali del focalizzatore scalare ed avverbio di atteggiamento proposizionale e del morfema concessivo), la decategorializzazione con perdita di autonomia sintattica, e l’ampliamento e la generalizzazione contestuali. Per situare "bár" nel suo micro-sistema grammaticale vengono però prima descritti i tre tipi di costrutti concessivi che come in molte altre lingue esistono anche nell’ungherese contemporaneo.
CLUB Working Papers in Linguistics, 3
295
309
marco mazzoleni
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