Nell’articolo si presenta lo studio su due taccuini manoscritti conservati presso la Biblioteca Nazionale di Lisbona, il cod. n. 10761 e il cod. n. 12956, ritenuto cinquecentesco e tradizionalmente attribuito a Filippo Terzi (1520-1597). L’analisi comparativa approfondita dei due codici ha consentito di dimostrare che originariamente essi erano legati assieme in un unico manoscritto, una sorta di vademecum polivalente ad uso di architetti scenografi, poi smembrato per cercare di valorizzarne in autonomia la sola componente grafica, tentando di fabbricare un minuscolo trattato di architettura civile. Altri indizi hanno poi permesso di rivedere completamente la cronologia dell’opera, databile alla prima metà del XVIII secolo e di rimodularne l’attribuzione, assegnandone la paternità all’architetto e scenografo bolognese Francesco Galli Bibiena (1659-1739), il quale intese comporre un originale prontuario ad uso di pittori, disegnatori ed uomini di teatro, corredato da una versione sintetica della Regola di Vignola e da particolari di ordini architettonici che rinviano al celebre trattato del fratello Ferdinando Bibiena, L’Architettura civile, del 1711,

Due taccuini di Francesco Galli Bibiena nella Biblioteca Nacional de Portugal

Francesco Ceccarelli
2019

Abstract

Nell’articolo si presenta lo studio su due taccuini manoscritti conservati presso la Biblioteca Nazionale di Lisbona, il cod. n. 10761 e il cod. n. 12956, ritenuto cinquecentesco e tradizionalmente attribuito a Filippo Terzi (1520-1597). L’analisi comparativa approfondita dei due codici ha consentito di dimostrare che originariamente essi erano legati assieme in un unico manoscritto, una sorta di vademecum polivalente ad uso di architetti scenografi, poi smembrato per cercare di valorizzarne in autonomia la sola componente grafica, tentando di fabbricare un minuscolo trattato di architettura civile. Altri indizi hanno poi permesso di rivedere completamente la cronologia dell’opera, databile alla prima metà del XVIII secolo e di rimodularne l’attribuzione, assegnandone la paternità all’architetto e scenografo bolognese Francesco Galli Bibiena (1659-1739), il quale intese comporre un originale prontuario ad uso di pittori, disegnatori ed uomini di teatro, corredato da una versione sintetica della Regola di Vignola e da particolari di ordini architettonici che rinviano al celebre trattato del fratello Ferdinando Bibiena, L’Architettura civile, del 1711,
Francesco Ceccarelli
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