La sorveglianza delle malattie trasmissibili è un aspetto cruciale per la gestione sanitaria degli allevamenti intensivi, in particolare quelli suinicoli, in considerazione della numerosità degli animali presenti, della loro elevata densità e del rapido turnover. Per essere efficaci e routinariamente utilizzabili, gli strumenti di sorveglianza devono possedere alcune caratteristiche: economicità, rappresentatività, facilità di prelievo dei campioni da analizzare, sensibilità e specificità dei risultati. La sorveglianza viene condotta prevalentemente avvalendosi di metodi diagnostici indiretti che utilizzano il siero di sangue come matrice per la ricerca di anticorpi specifici. Il prelievo ematico comporta dei costi legati alla manodopera oltre ad essere una tecnica relativamente complessa e fortemente stressante per l’animale. Per queste ragioni, da alcuni anni vengono impiegate matrici alternative al sangue (fluido orale, OF; succo di carne, MJ; fluidi di processazione, PF) come campioni individuali o di gruppo da utilizzare a scopo diagnostico. La raccolta di un campione di gruppo offre una serie di vantaggi: permette di esaminare contemporaneamente più individui, con un costo unitario inferiore e di accertare lo stato di malattia della popolazione. L’efficace utilizzo di matrici alternative al sangue richiede tuttavia la disponibilità di test diagnostici validati per queste matrici, la conoscenza della loro sensibilità e specificità assoluta e relativa al gold-standard (generalmente rappresentato dal siero di sangue) e la comprensione dei loro limiti applicativi. In questa review vengono prese in considerazione le principali matri- ci alternative al sangue, descrivendo le condizioni ottimali per il loro prelievo e utilizzo nell’ambito di piani di monitoraggio delle malattie trasmissibili negli allevamenti suinicoli intensivi.

Matrici alternative per la diagnosi di malattie

Alessia De Lucia;Fabio Ostanello
2019

Abstract

La sorveglianza delle malattie trasmissibili è un aspetto cruciale per la gestione sanitaria degli allevamenti intensivi, in particolare quelli suinicoli, in considerazione della numerosità degli animali presenti, della loro elevata densità e del rapido turnover. Per essere efficaci e routinariamente utilizzabili, gli strumenti di sorveglianza devono possedere alcune caratteristiche: economicità, rappresentatività, facilità di prelievo dei campioni da analizzare, sensibilità e specificità dei risultati. La sorveglianza viene condotta prevalentemente avvalendosi di metodi diagnostici indiretti che utilizzano il siero di sangue come matrice per la ricerca di anticorpi specifici. Il prelievo ematico comporta dei costi legati alla manodopera oltre ad essere una tecnica relativamente complessa e fortemente stressante per l’animale. Per queste ragioni, da alcuni anni vengono impiegate matrici alternative al sangue (fluido orale, OF; succo di carne, MJ; fluidi di processazione, PF) come campioni individuali o di gruppo da utilizzare a scopo diagnostico. La raccolta di un campione di gruppo offre una serie di vantaggi: permette di esaminare contemporaneamente più individui, con un costo unitario inferiore e di accertare lo stato di malattia della popolazione. L’efficace utilizzo di matrici alternative al sangue richiede tuttavia la disponibilità di test diagnostici validati per queste matrici, la conoscenza della loro sensibilità e specificità assoluta e relativa al gold-standard (generalmente rappresentato dal siero di sangue) e la comprensione dei loro limiti applicativi. In questa review vengono prese in considerazione le principali matri- ci alternative al sangue, descrivendo le condizioni ottimali per il loro prelievo e utilizzo nell’ambito di piani di monitoraggio delle malattie trasmissibili negli allevamenti suinicoli intensivi.
Alessia De Lucia; Fabio Ostanello
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