L’uso massiccio per decenni di insetticidi e fungicidi di sintesi ha indubbiamente causato effetti negativi sull’ecosistema agrario e sulla salute dell’uomo. E’ giunto il momento che la Ricerca scientifica si adoperi per trovare alternative valide, ossia efficaci, ma al tempo stesso in grado di garantire la salvaguardia dell’ambiente. Già da alcuni anni, fortunatamente, si stanno cercando metodologie e strategie di difesa più rispettose dell’equilibrio ecologico-ambientale, sperimentando sistemi più razionali e di minore impatto sulla Natura. In alcuni casi, si ricorre allo stesso “mondo vegetale”: perché, infatti, non utilizzare proprio quei principi attivi o quelle sostanze che le piante stesse elaborano per garantirsi la sopravvivenza? Recenti sperimentazioni stanno confermando che i principi attivi delle piante, soprattutto aromatiche, possono essere utilizzati in diversi campi, ad iniziare da quello fitopatologico ed entomologico, per passare a quello microbiologico, cosmetico, medico-veterinario e persino artistico-culturale (http://www.siroe.it). In ambito fitopatologico, ad esempio, già da alcuni anni, presso l’Università di Bologna, diverse specie di Monarda spp. (ed altre piante officinali) vengono studiate per sfruttare la potenzialità batteriostatica e battericida dei loro oli essenziali ed idrolati, ponendo l’attenzione sulla loro efficacia e sicurezza d’uso (http://www.clamerinforma.it). Ad esempio, quelli di M. didyma hanno dimostrato di essere validi agenti di controllo biologico della malattia nota come cancro batterico dell’actinidia. In ambito entomologico, l’idrolato di M. fistulosa è stato invece sperimentato nel ruolo di antimicrobico nel substrato artificiale di allevamento dell’insetto parassitoide Exorista larvarum. Oli essenziali di Monarda spp. sono stati testati con successo su nematodi fitoparassiti di interesse agrario, responsabili di forti perdite economiche nelle colture all’aperto (https://doi.org/10.1007/s10340-018-0957-1). Tanti sono poi gli esempi di utilizzo in settori molto distanti da quello “agrario”. In ambito culturale, infatti, gli oli essenziali e gli idrolati vengono oggi sperimentati sfruttando le loro caratteristiche antimicrobiche per prevenire e bloccare il biodeterioramento delle opere d’arte, in particolare quelle cartacee (http://dx.doi.org/10.1080/00393630.2017.1389442). L’ultimo studio, su cui ci soffermeremo di seguito, riguarda il settore entomologico: alcune sperimentazioni sono state per la prima volta condotte con lo scopo di valutare l’efficacia dell’idrolato di M. didyma nei confronti di Trialeurodes vaporariorum, insetto comune in tutte le serre.

GLI IDROLATI NELLA LOTTA A TRIALEURODES VAPORARIORUM: PRIME SPERIMENTAZIONI

Maria Grazia Bellardi
2019

Abstract

L’uso massiccio per decenni di insetticidi e fungicidi di sintesi ha indubbiamente causato effetti negativi sull’ecosistema agrario e sulla salute dell’uomo. E’ giunto il momento che la Ricerca scientifica si adoperi per trovare alternative valide, ossia efficaci, ma al tempo stesso in grado di garantire la salvaguardia dell’ambiente. Già da alcuni anni, fortunatamente, si stanno cercando metodologie e strategie di difesa più rispettose dell’equilibrio ecologico-ambientale, sperimentando sistemi più razionali e di minore impatto sulla Natura. In alcuni casi, si ricorre allo stesso “mondo vegetale”: perché, infatti, non utilizzare proprio quei principi attivi o quelle sostanze che le piante stesse elaborano per garantirsi la sopravvivenza? Recenti sperimentazioni stanno confermando che i principi attivi delle piante, soprattutto aromatiche, possono essere utilizzati in diversi campi, ad iniziare da quello fitopatologico ed entomologico, per passare a quello microbiologico, cosmetico, medico-veterinario e persino artistico-culturale (http://www.siroe.it). In ambito fitopatologico, ad esempio, già da alcuni anni, presso l’Università di Bologna, diverse specie di Monarda spp. (ed altre piante officinali) vengono studiate per sfruttare la potenzialità batteriostatica e battericida dei loro oli essenziali ed idrolati, ponendo l’attenzione sulla loro efficacia e sicurezza d’uso (http://www.clamerinforma.it). Ad esempio, quelli di M. didyma hanno dimostrato di essere validi agenti di controllo biologico della malattia nota come cancro batterico dell’actinidia. In ambito entomologico, l’idrolato di M. fistulosa è stato invece sperimentato nel ruolo di antimicrobico nel substrato artificiale di allevamento dell’insetto parassitoide Exorista larvarum. Oli essenziali di Monarda spp. sono stati testati con successo su nematodi fitoparassiti di interesse agrario, responsabili di forti perdite economiche nelle colture all’aperto (https://doi.org/10.1007/s10340-018-0957-1). Tanti sono poi gli esempi di utilizzo in settori molto distanti da quello “agrario”. In ambito culturale, infatti, gli oli essenziali e gli idrolati vengono oggi sperimentati sfruttando le loro caratteristiche antimicrobiche per prevenire e bloccare il biodeterioramento delle opere d’arte, in particolare quelle cartacee (http://dx.doi.org/10.1080/00393630.2017.1389442). L’ultimo studio, su cui ci soffermeremo di seguito, riguarda il settore entomologico: alcune sperimentazioni sono state per la prima volta condotte con lo scopo di valutare l’efficacia dell’idrolato di M. didyma nei confronti di Trialeurodes vaporariorum, insetto comune in tutte le serre.
2019
Valeria Mariani , Aldo Pollini , Maria Grazia Bellardi
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/705678
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