Nel secondo dopoguerra il dibattito tra realismo e astrattismo sulla possibilità di rappresentazione della figura umana sfocia – passando attraverso la scomposizione cubista di Picasso e “l'art brut” di Dubuffet – nelle diverse interpretazioni dell'arte “informel” in Italia. Nelle opere dei cosiddetti “ultimi naturalisti”, particolare corrente dell'informale italiano (di cui fanno parte Morlotti, Mandelli e Moreni), il corpo viene rappresentato nella sua fusione sentimentale con la natura circostante, aprendo sì lo spettro sensoriale ma in una condizione di drammatica instabilità delle forme. Il “naturalismo informale” è stato delineato dagli studi di critica d'arte di Francesco Arcangeli e Giovanni Testori, che – in due prospettive diverse – hanno sostenuto la matrice “romantica” e sentimentale dell'arte informale nel rapporto con la natura. Entrambi hanno analizzato i paesaggi e le figure umane di Ennio Morlotti, scrivendo due monografie (Testori nel 1953 e Arcangeli nel 1954), che forniscono un punto di partenza fondamentale per analizzare gli sviluppi dei corpi “informali” sia in campo artistico che letterario. Si possono rintracciare notevoli corrispondenze tra le figure “informali” dipinte dagli “ultimi naturalisti” e i corpi dei personaggi descritti nei testi di Gaetano Arcangeli, fratello di Francesco, e dello stesso Testori. Tali rapporti sono avvalorati anche dall'indagine della corrispondenza inedita tra i due fratelli bolognesi e lo scrittore milanese.

La figura “informale” tra i fratelli Arcangeli e Testori

filippo milani
2018

Abstract

Nel secondo dopoguerra il dibattito tra realismo e astrattismo sulla possibilità di rappresentazione della figura umana sfocia – passando attraverso la scomposizione cubista di Picasso e “l'art brut” di Dubuffet – nelle diverse interpretazioni dell'arte “informel” in Italia. Nelle opere dei cosiddetti “ultimi naturalisti”, particolare corrente dell'informale italiano (di cui fanno parte Morlotti, Mandelli e Moreni), il corpo viene rappresentato nella sua fusione sentimentale con la natura circostante, aprendo sì lo spettro sensoriale ma in una condizione di drammatica instabilità delle forme. Il “naturalismo informale” è stato delineato dagli studi di critica d'arte di Francesco Arcangeli e Giovanni Testori, che – in due prospettive diverse – hanno sostenuto la matrice “romantica” e sentimentale dell'arte informale nel rapporto con la natura. Entrambi hanno analizzato i paesaggi e le figure umane di Ennio Morlotti, scrivendo due monografie (Testori nel 1953 e Arcangeli nel 1954), che forniscono un punto di partenza fondamentale per analizzare gli sviluppi dei corpi “informali” sia in campo artistico che letterario. Si possono rintracciare notevoli corrispondenze tra le figure “informali” dipinte dagli “ultimi naturalisti” e i corpi dei personaggi descritti nei testi di Gaetano Arcangeli, fratello di Francesco, e dello stesso Testori. Tali rapporti sono avvalorati anche dall'indagine della corrispondenza inedita tra i due fratelli bolognesi e lo scrittore milanese.
2018
Scritture del corpo
677
684
filippo milani
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