Nell’ambito dello studio strutturale della placca di San Leo è stata sperimentata un’innovativa tecnica d’indagine geofisica di tipo sismico a riflessione ad alta risoluzione con sorgente mini-vibroseis. La tecnica della sismica a riflessione ad alta risoluzione applicata alla rupe di San Leo lungo la parete est ha fornito interessanti informazioni sulla geometria della base dell’ammasso roccioso calcareo-arenitico (la Rupe di San Leo) a contatto con il sottostante “substrato” argilloso, avvalendosi di sondaggi profondi come elemento di taratura. Altro dato di estremo interesse è l’individuazione di importanti discontinuità nell’ammasso roccioso che risultano particolarmente sviluppate in profondità, tanto da raggiungere il contatto tra ammasso rocciose e le sottostanti argilliti del substrato. Tali estese strutture, con ogni probabilità, si possono ascrivere al sistema di fratture a cui appartiene quella lungo cui si è generato il distacco di 330.000 m3 di roccia nel crollo del 2014. Attraverso il dato sismico è possibile integrare il quadro delle conoscenze strutturali a scala dell’intera rupe, contribuendo in maniera rilevante alla costruzione del modello geologico 3D di riferimento e alla suc cessiva modellazione numerica a scala della placca rocciosa in termini sia di afflussi-deflussi idrici che di sforzi- deformazioni.

Geometria e strutture della Rupe di San Leo attraverso l’investigazione con sismica a riflessione, primi risultati

L. Borgatti;A. Landuzzi
2018

Abstract

Nell’ambito dello studio strutturale della placca di San Leo è stata sperimentata un’innovativa tecnica d’indagine geofisica di tipo sismico a riflessione ad alta risoluzione con sorgente mini-vibroseis. La tecnica della sismica a riflessione ad alta risoluzione applicata alla rupe di San Leo lungo la parete est ha fornito interessanti informazioni sulla geometria della base dell’ammasso roccioso calcareo-arenitico (la Rupe di San Leo) a contatto con il sottostante “substrato” argilloso, avvalendosi di sondaggi profondi come elemento di taratura. Altro dato di estremo interesse è l’individuazione di importanti discontinuità nell’ammasso roccioso che risultano particolarmente sviluppate in profondità, tanto da raggiungere il contatto tra ammasso rocciose e le sottostanti argilliti del substrato. Tali estese strutture, con ogni probabilità, si possono ascrivere al sistema di fratture a cui appartiene quella lungo cui si è generato il distacco di 330.000 m3 di roccia nel crollo del 2014. Attraverso il dato sismico è possibile integrare il quadro delle conoscenze strutturali a scala dell’intera rupe, contribuendo in maniera rilevante alla costruzione del modello geologico 3D di riferimento e alla suc cessiva modellazione numerica a scala della placca rocciosa in termini sia di afflussi-deflussi idrici che di sforzi- deformazioni.
2018
A.E. Bracci, C.C. Lucente, G. Mainardi, A. Peraccini, L. Borgatti, A. Landuzzi
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