L’articolo tratteggia il profilo intellettuale di Kenneth N. Waltz, dai primi lavori degli anni ’50 del secolo scorso sino agli ultimi interventi pubblicati poco prima della sua scomparsa, avvenuta nel 2013. Si ripercorrono così le tappe fondamentali dell’opera di un grande studioso che ha lasciato un’impronta assai profonda nella disciplina delle Relazioni internazionali, influenzandone per decenni prospettive, dibattiti e direzioni di ricerca. Dopo aver sottolineato l’originalità e l’importanza del primo volume di Waltz, L’uomo, lo stato e la guerra, centrato sulle tre “immagini” (o “livelli di analisi”), si ricordano i temi da lui affrontati nel corso degli anni ’60 – la polarità del sistema internazionale, il concetto di equilibrio di potenza, l’interdipendenza economica – e si mostra come tutti questi interessi di ricerca siano poi confluiti nella elaborazione di una teoria generale delle relazioni internazionali – il cosiddetto “neorealismo”, o “realismo strutturale” – nel corso del decennio successivo. E anche se il “neorealismo” riflette almeno in parte, nel momento della sua formulazione, alcune logiche del sistema internazionale al tempo della guerra fredda, esso ha continuato a esercitare una incessante influenza, tanto sullo studio della teoria della politica internazionale quanto sulle dinamiche di interazione tra le grandi potenze, anche nel periodo successivo alla fine del conflitto est-ovest. L’ultima parte dell’articolo, infine, prende in esame il contributo di Waltz agli studi di sicurezza internazionale, e in particolare a quelli dedicati alla deterrenza e alla proliferazione nucleare, mettendone in luce gli aspetti più innovativi e controversi.

Kenneth N. Waltz in International Political Theory and Security Studies

Cesa, Marco
2019

Abstract

L’articolo tratteggia il profilo intellettuale di Kenneth N. Waltz, dai primi lavori degli anni ’50 del secolo scorso sino agli ultimi interventi pubblicati poco prima della sua scomparsa, avvenuta nel 2013. Si ripercorrono così le tappe fondamentali dell’opera di un grande studioso che ha lasciato un’impronta assai profonda nella disciplina delle Relazioni internazionali, influenzandone per decenni prospettive, dibattiti e direzioni di ricerca. Dopo aver sottolineato l’originalità e l’importanza del primo volume di Waltz, L’uomo, lo stato e la guerra, centrato sulle tre “immagini” (o “livelli di analisi”), si ricordano i temi da lui affrontati nel corso degli anni ’60 – la polarità del sistema internazionale, il concetto di equilibrio di potenza, l’interdipendenza economica – e si mostra come tutti questi interessi di ricerca siano poi confluiti nella elaborazione di una teoria generale delle relazioni internazionali – il cosiddetto “neorealismo”, o “realismo strutturale” – nel corso del decennio successivo. E anche se il “neorealismo” riflette almeno in parte, nel momento della sua formulazione, alcune logiche del sistema internazionale al tempo della guerra fredda, esso ha continuato a esercitare una incessante influenza, tanto sullo studio della teoria della politica internazionale quanto sulle dinamiche di interazione tra le grandi potenze, anche nel periodo successivo alla fine del conflitto est-ovest. L’ultima parte dell’articolo, infine, prende in esame il contributo di Waltz agli studi di sicurezza internazionale, e in particolare a quelli dedicati alla deterrenza e alla proliferazione nucleare, mettendone in luce gli aspetti più innovativi e controversi.
Cesa, Marco
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/698693
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