Fra la fine del Settecento e gli inzi dell'Ottocento il teatro ha costituito un potente mezzo di tranfer culturale in area mitteleuropea. Le opere analizzate nel saggio, "Totila, König der Gothen" di Johanna von Weissenthurn e "Totila ossia i Visigoti" di Giambattista Viassolo alias Camillo Federici, permettono di descrivere ed indagare in forma esemplare quella tempestiva ed efficace circolazione di saperi che in piena epoca napoleonica interessava i più ampi strati della popolazione sia in Austria che nei territori italofoni dell'Impero asburgico. L'essere i due autori due nomi oggi pressoché del tutto dimenticati rende le riflessioni ancor più significative. Il confronto puntuale delle due versioni, italiana e tedesca, rende evidenti le trasformazioni linguistiche, culturali, religiose e soprattutto politiche cui il testo della Weissenthurn soggiace per poter essere rappresentato nella capitale asburgica. Una volta di più la traduzione si rivela non solo efficace mezzo di 'comprensione linguistica', ma potente strumento politico per coltivare il consenso.

Due mondi linguistici per un solo universo teatrale: Camillo Federici e Johanna von Weissenthurn

FILIPPI, PAOLA MARIA
2009

Abstract

Fra la fine del Settecento e gli inzi dell'Ottocento il teatro ha costituito un potente mezzo di tranfer culturale in area mitteleuropea. Le opere analizzate nel saggio, "Totila, König der Gothen" di Johanna von Weissenthurn e "Totila ossia i Visigoti" di Giambattista Viassolo alias Camillo Federici, permettono di descrivere ed indagare in forma esemplare quella tempestiva ed efficace circolazione di saperi che in piena epoca napoleonica interessava i più ampi strati della popolazione sia in Austria che nei territori italofoni dell'Impero asburgico. L'essere i due autori due nomi oggi pressoché del tutto dimenticati rende le riflessioni ancor più significative. Il confronto puntuale delle due versioni, italiana e tedesca, rende evidenti le trasformazioni linguistiche, culturali, religiose e soprattutto politiche cui il testo della Weissenthurn soggiace per poter essere rappresentato nella capitale asburgica. Una volta di più la traduzione si rivela non solo efficace mezzo di 'comprensione linguistica', ma potente strumento politico per coltivare il consenso.
Camillo Federici e Johanna von Weissenthurn. Totila
9
28
P. M. Filippi
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