The essay focuses on Mario Soldati’s work "America primo amore" (1935) and it particularly analyses it starting from the 1930 short story "I giornali dell’alba". This story, included in the work and then abandoned, describes New York by night and its landscape of rubbish, mostly consisting of printed papers, thrown away newspapers. Drawing on the Warburg’s method used by G. Didi-Huberman in the book "Ninfa moderna", the essay shows how the gradual decline of drapery continues well into the Twentieth century taking the shape – especially in photography – of a landscape of rags and rubbish, of which Soldati offers a typical New York variation.

Il saggio si concentra sull’opera di Mario Soldati "America primo amore" (1935) e in particolare ne sviluppa una lettura a partire da un racconto breve del 1930, "I giornali dell’alba". In questo pezzo, inserito nell’opera e poi abbandonato, si descrive New York di notte e il suo panorama di spazzatura, composta prevalentemente da fogli a stampa, quotidiani gettati via. Riprendendo il metodo warburghiano di G. Didi-Huberman nel libro "Ninfa moderna", si osserva come la graduale decadenza del panneggio giunga fino al Novecento assumendo la forma, soprattutto in fotografia (Moholy-Nagy, Krull, Lothar, Fleischer, Colomb, McQueen), di un paesaggio di stracci e rifiuti, del quale Soldati offre una declinazione originale e tipicamente newyorkese.

Per una lettura warburghiana de "I giornali dell'alba" di Mario Soldati

Weber Luigi
2018

Abstract

Il saggio si concentra sull’opera di Mario Soldati "America primo amore" (1935) e in particolare ne sviluppa una lettura a partire da un racconto breve del 1930, "I giornali dell’alba". In questo pezzo, inserito nell’opera e poi abbandonato, si descrive New York di notte e il suo panorama di spazzatura, composta prevalentemente da fogli a stampa, quotidiani gettati via. Riprendendo il metodo warburghiano di G. Didi-Huberman nel libro "Ninfa moderna", si osserva come la graduale decadenza del panneggio giunga fino al Novecento assumendo la forma, soprattutto in fotografia (Moholy-Nagy, Krull, Lothar, Fleischer, Colomb, McQueen), di un paesaggio di stracci e rifiuti, del quale Soldati offre una declinazione originale e tipicamente newyorkese.
Weber Luigi
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11585/690535
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